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IL REPORT

Assintel: nel 2018 al palo la spesa Ict della PA

Al netto della PA centrale gli investimenti non aumenteranno. Calma piatta per Sanità e Istruzione. Le imprese invece proseguono sul cammino della digital transformation: i big spender nel Nord Ovest

28 Nov 2017

Che anno sarà il 2018 per l’Ict italiano? Dove si concentreranno gli investimenti? E quali aree del Paese sono più avanti sul fronte della digital transformation? Le risposte sono state messe nero su bianco nel nuovo report di Assintel. E’ sulla “mappa” italiana e sul forte gap imprese-PA che si è concentrato il dibattito andato in scena nella sede di Confcommercio di Roma, dove come da tradizione – dopo l’appuntamento milanese del 23 novembre – l’associazione guidata da Giorgio Rapari ha presentato il Report di fine anno, messo a punto con Cfmt e Idc Italia. Il 2018 sarà un anno a doppia faccia per quel che riguarda gli investimenti da parte delle imprese: solo il 17% prevede di aumentare la spesa a fronte una maggioranza – il 66% – che stima di rimanere in linea con il 2017 e di un 17% che invece si prepara a ridurre il budget.

Sarà il Nord Ovest a guidare la classifica nazionale in qualità di big “spender”, con 10 miliardi di euro, pari al 35% della spesa Ict italiana, seguito dal Centro Italia, che con oltre 8 miliardi di euro rappresenta il 27% del totale, trainato dai centri di acquisto della Pubblica Amministrazione Centrale e delle sedi di numerose grandi società. Il principale ostacolo per la metà delle imprese del Centro è però – evidenzia l’associazione – la mancanza di una cultura del cambiamento continuo, a cui si aggiunge la mancanza di risorse e di finanziamenti.

Le imprese del Sud e delle Isole esprimono notevole ottimismo sull’espansione dei propri investimenti tecnologici: quasi un terzo prevede una crescita di oltre il 5% nel 2018. Ma il 60% è frenato dalla scarsità di risorse economiche e finanziamenti. E da non sottovalutare la scarsa propensione al rischio di manager e imprenditori.

Sul fronte “settoriale” sarà il turismo a farla da padrone: il 30% degli attori del comparto prevede di espandere la propria spesa tecnologica fino al 5%. Al secondo posto, con il 24%, il Commercio al dettaglio. Più pessimiste le imprese del Commercio all’Ingrosso: il 36% prevede di ridurre la propria spesa Ict fino al 5%. Questi dati – spiega l’associazione – vanno letti nell’ambito della trasformazione in atto verso il paradigma della società omni-channel, stimolata dalle nuove aspettative del cliente e da concetti come user experience e customer journey. Quasi un quarto degli investimenti – pari a circa 7 miliardi di euro – vedrà protagonista il settore Manifatturiero. Oltre che essere direttamente collegato al tessuto economico italiano, costituito per il 22% circa da aziende operanti nell’industria manifatturiera e di processo, il dato – puntualizza Assintel -è anche conseguenza dei progetti evolutivi che queste aziende stanno portando avanti in ottica di Industria 4.0.

In forte ascesa l’e-commerce, che anche nel 2018 continuerà a crescere a tassi molto sostenuti: gli scambi supereranno i 23 miliardi di euro a fine 2017 con una crescita del +18,8%, per poi salire del 24% nel 2018.

Se le imprese procedono dunque nella loro digital transformation lo stesso non può dirsi per la Pubblica amministrazione. Fatti salvi gli investimenti della PA centrale, per il resto è calma piatta: la Pubblica Amministrazione Locale non prevede nel 2018 salti in avanti. E all’esame dei settori restano al palo Sanità e Istruzione. L’86% del campione pubblico di fatto resta prudenzialmente stabile – evidenzia Assintel – con una spesa che si aggirerà attorno ai 4,3 miliardi di euro, il 14% del mercato Ict.

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