Audit indipendente sui contenuti, la mossa Facebook contro l'hate speech - CorCom

L'INIZIATIVA

Audit indipendente sui contenuti, la mossa Facebook contro l’hate speech

A partire dal 2021 una società terza si occuperà di convalidare i dati che saranno pubblicati nel report trimestrale sul linguaggio d’odio e bullismo. Nel secondo trimestre rimossi 7 milioni di post che condividevano fake news sul Covid-19

12 Ago 2020

Un audit indipendente su controllo contenuti. Lo effettuerà Facebook a partire dal 2021 “per convalidare i numeri” che pubblica nel suo Report trimestrale sui contenuti sensibili”, annuncia il social contestualmente alla pubblicazione di questo rapporto, riferito al periodo aprile-giugno 2020. Il documento viene pubblicato periodicamente e dà conto delle azioni messe in campo dal social in alcune aree sensibili, come il linguaggio d’odio e il bullismo.

“Nessuna azienda – spiega Facebook – dovrebbe valutare i propri risultati e la credibilità dei nostri sistemi dovrebbe essere guadagnata, non data per scontata. Riteniamo che le verifiche e le valutazioni indipendenti siano cruciali per responsabilizzarci e aiutarci a fare meglio”.

La società ha anche reso noto di aver istituito nuovi team e task force, tra i quali Instagram Equity Team e Facebook Inclusive Product Council, “per costruire prodotti che siano espressamente equi e inclusivi; sempre per questo motivo – ha aggiunto – stiamo lanciando il Diversity Advisory Council che fornirà input basati sull’esperienza vissuta rispetto a una serie di argomenti e tematiche”. Facebook, infime, sta aggiornando le sue policy “per tenere conto in modo più specifico di alcune tipologie di discorsi impliciti di odio, come i contenuti che raffigurano persone di colore, o gli stereotipi sugli ebrei che controllano il mondo”.

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Nel secondo trimestre dell’anno – rileva il report – Facebook ha rimosso 7 milioni di post che condividevano informazioni false sul Sars-Cov-2, segnalandone altri 98 milioni come ‘fuorvianti’, anche se non abbastanza da essere cancellati.
La rimozione dei contenuti ha riguardato anche il social controllato Instagram.

La compagnia ha rimosso post che diffondevano bufale su cure o trattamenti per il Covid-19, ma anche altre disinformazioni e teorie complottiste sul virus. Allo sforzo di limitare per quanto possibile la diffusione delle fake, ottenuto sia con moderatori “umani” che tramite intelligenza artificiale, si è aggiunto quello di promuovere invece informazioni credibili sul tema.

Nonostante le azioni messe in campo, che hanno portato ad esempio pochi giorni fa alla rimozione di un post del presidente Usa Donald Trump, ci sono stati casi di disinformazione ‘sfuggita’ alle maglie dei controlli. In maggio ad esempio è stato rimosso ‘Plandemic’, un video complottista, dopo però che aveva già accumulato milioni di visualizzazioni.

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