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LO STUDIO

Auto connesse verso il boom grazie a Google & co.

Nuova opportunità di business per i colossi tecnologici: gli Usa domineranno il mercato. Infotainment, navigazione e telematica sono le killer app. E l’Europa scommette sulle case automoblistiche “tradizionali”

26 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il mercato mondiale della Internet of Things applicata all’industria automotive si avvia a una veloce espansione grazie alla spinta delle nuove tecnologie per la connettività come il 5G e all’evoluzione di software e sensori che daranno vita a una rete sempre più globale di auto connesse e infrastrutture stradali che comunicano con  i veicoli e trasmettono dati che migliorano la gestione e la sicurezza dei trasporti. Proprio l’alto tasso di innovazione digitale dell’automobile del prossimo futuro permette ai colossi americani dell’hitech come Google, Apple, Ibm e Microsoft di trovarsi nella posizione migliore per cogliere le opportunità di guadagno.

Un’analisi di FutureMarketInsights conferma che le prospettive di crescita più interessanti per la IoT dell’automotive nei prossimi dieci anni sono nel Nord America e in particolare negli Stati Uniti in virtù della presenza di colossi dell’hitech che conducono estese attività di ricerca e sviluppo e possono rapidamente portare sul mercato i casi d’uso studiati.

Ma anche l’Europa occidentale ha il suo ruolo da giocare: sarà il secondo maggior potenziale mercato per l’automotive IoT, stima FutureMarketInsights, grazie alla presenza di importanti costruttori di automobili e componenti e per la domanda di automobili di fascia alta che offrono connettivitò Internet.

I big che daranno forma all’industria dei trasporti connessi sono dunque “i soliti noti”: oltre alle citate Google Apple, Ibm e Microsoft anche Cisco, Intel, General Motors e il colosso europeo Robert Bosch. Questi gruppi cercheranno di imporsi con un’offerta che toccherà almeno uno degli elementi del mercato – hardware, software e servizi – e uno dei tipi di connettività propria della IoT dell’auto: la comunicazione in-vehicle, la comunicazione tra veicoli e la comunicazione tra veicolo e infrastruttura. Le applicazioni si svilupperanno principalmente su tre direttrici: infotainment, navigazione e telematica.

La promessa dell’Internet of things applicata all’automotive è di rendere i trasporti più efficienti e sicuri. I veicoli connessi a Internet possono diagnosticare i problemi in modo tempestivo, riducendo i costi della manutenzione e mitigando le conseguenze per l’incolumità di chi viaggia. L’automotive Internet of things permette anche di offrire informazioni puntuali sulle condizioni delle strade, grazie ai sensori sulle smart road; aiuta a gestire il traffico suggerendo percorsi alterantivi o guidando le auto verso i parcheggi liberi più vicini. In caso di incidente, le auto connesse possono far partire le segnalazioni alle forze dell’ordine e ai soccorsi stradali, contribuendo a salvare vite.

Il 5G è una delle tecnologie per connettere veicoli e infrastrutture e potrebbe avere il ruolo dominante negli Stati Uniti. L’Europa sembra invece propensa a favorire il wifi: il Parlamento europeo ha dato il suo appoggio alla proposta della Commissione di puntare sul wifi per Cooperative Intelligent Transport Systems (C-Its) che appare una tecnologia economica e semplice da implementare. I gruppi dell’auto Volkswagen e Renault, il costruttore olandese di chipset Nxp e il fornitore di sistemi per il trasporto intelligente austriaco Kapsch TrafficCom sono favorevoli al wifi, mentre Daimler, Bmw, Ford, Psa Group, Deutsche Telekom, Ericsson, Huawei, Intel, Samsung e Qualcomm sostengono il 5G come tecnologia a prova di futuro.

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