LA COALIZIONE

Auto driverless, la nuova lobby Ford-Google

L’alleanza, che include anche Volvo, Uber e Lyft, punta a spingere le autorità federali a definire rapidamente una normativa sul settore. L’obiettivo è portare presto su strada le auto senza conducente risolvendo i nodi policy e sicurezza

28 Apr 2016

Patrizia Licata

Ford e Google si alleano in nome del futuro dell’automobile – un futuro che sarà, in linea con le recenti sperimentazioni del colosso di Internet e gli interessi delle case automobilistiche più visionarie, driverless. I due gruppi sono alla guida negli Stati Uniti di una coalizione di aziende, che include Volvo, Uber e la sua rivale Lyft, che spingono per ottenere dalle autorità federali l’autorizzazione all’utilizzo delle auto cento per cento autonome in un futuro vicino.

L’alleanza ha l’obiettivo di promuovere una regolamentazione che sia favorevole ai veicoli senza conducente, anche se non è escluso che Ford Motor e Google possano cercare una cooperazione sullo sviluppo vero e proprio dei modelli driverless, secondo quanto scrive oggi il New York Times. Il Ceo del costruttore d’auto americano, Mark Fields, ha avuto modo di dichiarare negli scorsi mesi che Ford sta valutando possibili alleanze con altre aziende per le auto senza conducente, anche se per ora non ha avviato alcuna trattativa formale e Ford ha oggi smentito che vi sia alcuna collaborazione con Mountain View sulla realizzazione delle self-driving cars: l’alleanza è limitata ai temi di public policy.

La coalizione, che ha preso il nome di Self-Driving coalition for safer streets, è stata presentata a un’audizione sul tema organizzata dalla National Highway Traffic Safety Administration, l’agenzia federale che si occupa di sicurezza per il settore auto negli Usa e sta provando a disegnare delle linee guida su scala nazionale per l’utilizzo dei veicoli autonomi.

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Anche se ci sono questioni da risolvere in termini di sicurezza e normativa, l’amministrazione Obama guarda con interesse allo sviluppo di questo nuovo settore industriale che mette insieme i tradizionali costruttori d’auto con le aziende della Silicon Valley: a gennaio, la Casa Bianca ha fatto sapere che cercherà di rendere spedito il processo di messa a punto di linee guida e di sbloccare nuovi investimenti in ricerca per portare le auto senza conducente sul mercato.

Il capo della National Highway Traffic Safety Administration, Mark Rosekind, ha indicato che il governo federale spera che la tecnologia driverless possa aiutare a ridurre il numero di decessi per incidenti d’auto (32.675 persone negli Usa nel 2014). Più del 90% di questi incidenti ogni anno, ha detto Rosekind, dipende da errori del conducente e la tecnologia self-driving potrebbe prevenirne almeno una parte. Per il regolatore si tratta di “innovazioni sulla sicurezza” che il governo è intenzionato a promuovere. Il predecessore di Rosekind, David Strickland, è il portavoce della coalizione guidata da Ford e Google.

All’audizione presso la National Highway Traffic Safety Administration hanno parlato anche rappresentanti di General Motors e Toyota, che non fanno parte dell’alleanza al momento; Toyota ha chiesto ai regolatori di non fissare requisiti specifici per la tecnologia self-driving finché non è effettivamente introdotta sul mercato. Hanno espresso il loro parere anche le associazioni dei consumatori; alcune, come Consumer Watchdog, hanno fatto notare che la tecnologia delle auto senza conducente non è stata perfezionata nemmeno negli ambienti di test e che una futura normativa dovrebbe prevedere la presenza di un operatore all’interno del veicolo nel caso di un default della tecnologia autonoma che renderebbe indispensabile che un conducente in carne ed ossa si metta al volante.