IL RAPPORTO

Automazione, fatturato giù dell’8%. Ma per il 2021 prevale l’ottimismo

Le stime di Anie Automazione sull’Italia per la fine del 2020: pesa l’emergenza sanitaria. Dal prossimo anno l’86% dei manager vede la luce in fondo al tunnel. Edge computing, 5G, AI e blockchain le chiavi di volta

17 Lug 2020

F. Me.

Soffre il mercato dell’automazione italiano. A dirlo i dati del rapporto annuale di Anie Automazione che prevedono per la fine del 2020 un calo di fatturato dell’8%.

“Lo shock rappresentato dalla diffusione dell’epidemia Covid-19 ha comportato una revisione al ribasso delle previsioni- si legge nel report- per l’evoluzione dell’economia globale. L’elevata incertezza di scenario si riflette sulle prospettive di sviluppo del manifatturiero italiano, dove al netto deterioramento del clima di fiducia delle imprese si associa la battuta d’arresto degli investimenti”.

Al contrario, per il 2021 prevale l’ottimismo: l’86% delle imprese censite crede che ci sarà una variazione in aumento dei ricavi.

Per Fabrizio Scovenna, presidente Anie Automazione ”la situazione è in evoluzione e richiederà importanti contributi da tutte le componenti socio-economiche per trovare un giusto bilanciamento tra la sicurezza e salute di tutti e gli aspetti operativi (lavoro, scuola, ecc.) di una società globale in cui abbiamo vissuto fino a prima che scoppiasse questa pandemia. Le aziende del nostro settore che progettano e producono tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, realtà aumentata, robotica, ecc., possono certamente fare la loro parte nel rendere disponibili idee e proposte che potranno rilanciare il Paese, ma anche risolvere problematiche che il Covid-19 ha reso più evidenti e non più procrastinabili nelle soluzioni da adottare e, in questo contesto, anche l’impegno dell’Associazione nel promuovere le tecnologie abilitanti del processo di trasformazione digitale diventa ancora più fondamentale”.

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Ecco quindi che il focus dell’Osservatorio, dedicato lo scorso anno a intelligenza artificiale, 5G e blockchain, tratta quest’anno di Edge computing per l’industria, un’architettura IT con potenza di elaborazione distribuita, particolarmente adatta per le tecnologie mobile computing e di IoT.

Si tratta di mercato in grande crescita: ”entro il 2022 – sottolinea l’indagine – Gartner stima che metà delle grandi organizzazioni integreranno i principi edge computing nei loro progetti. Ciò è in parte dovuto al fatto che entro il 2022 saranno spesi 2,5 milioni di dollari ogni minuto nell’Internet of things (IoT) e un milione di nuovi dispositivi Iot sarà venduto ogni minuto. Queste soluzioni sono basilari per accelerare i flussi di dati, senza tempi di latenza di elaborazione, e quindi permettere a dispositivi intelligenti di reagire in modo istantaneo con vantaggi significativi per moltissime applicazioni in vari campi”.

I dati del 2019

Nel 2019 il mercato dell’automazione industriale in Italia ha registrato un fatturato totale (vendite Italia + esportazioni dirette) di 5,1 miliardi, con un lieve calo (-1,2%) rispetto al 2018, subendo così una battuta d’arresto del trend di crescita che ne ha caratterizzato l’evoluzione nei sei anni precedenti.

”Da fine 2018- si legge nel documento- il comparto, che svolge un ruolo centrale come portatore di innovazione all’interno del manifatturiero, ha sofferto della fase di incertezza che ha caratterizzato il ciclo degli investimenti industriali. In particolare, nel 2019 la quota di fatturato delle importazioni è aumentata in maniera più intensa (+4,6%) rispetto a quella delle esportazioni (+1,9%) e il mercato interno ha registrato un calo dello 0,3% rispetto al 2018”. Considerando le statistiche di Anie Automazione, che rilevano il venduto in Italia, i dati nel 2019 mostrano un calo del 2,3% rispetto all’anno precedente (migliorando leggermente l’andamento della prima metà dello scorso anno, in cui il calo tendenziale era del 2,7%). In particolare, a crescere sono i fatturati di Scada (+9,7%), Networking industriale (+9%), Ipc (+3,6%) e Rfid (+2%). Tra i risultati negativi, si segnalano quelli di azionamenti (-5,2%), encoder rotativi (-4,6%), wireless industriale (-4,2%) e Hmi (-4%).

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