Automotive: big data e tecnologie smart hanno un cuore italiano - CorCom

INDUSTRIA 4.0

Automotive: big data e tecnologie smart hanno un cuore italiano

La digital transformation della torinese Cpm: “Una quantità enorme di informazioni devono essere processate in tempo reale. Per disegnare questo modello produttivo investiamo il 3% del fatturato l’anno”

07 Set 2016

Antonello Salerno

Tra i protagonisti di Industria 4.0 nel campo dell’automotive c’è un’azienda torinese, che nata alla fine degli anni 60 come carpenteria metallica ha saputo evitare la crisi trasformandosi e investendo nell’innovazione. Si tratta di Cpm, società specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi per la movimentazione interna e la produzione di autoveicoli, che “firma” le linee di assemblaggio delle maggiori case automobilistiche mondiali, comprese quelle dei nuovi stabilimenti FCA. Gli impianti, spiega l’azienda in una nota, sono “disegnati per coniugare alti livelli produttivi e qualità del lavoro, secondo gli standard internazionali WCMWorld Class Manufacturing”.

Fondata da Gianfranco Bellezza come carpenteria metallica per la produzione di parti meccaniche e sistemi di sollevamento nel 1967, l’azienda ha cambiato volto negli anni ‘90 con la guida del figlio Massimo. “Gli operai che lavoravano nei capannoni di Beinasco, alle porte di Torino, dopo essere stati ricollocati – spiega l’azienda – sono stati sostituiti da altrettanti ingegneri e ora, dove un tempo c’erano le officine, si progettano nuove tecnologie che vengono esportate con successo in tutto il mondo”.

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Dal 1999 Cpm fa parte del Gruppo tedesco Dürr, specializzato nella fornitura a livello globale di impianti e tecnologie per la produzione a basso impatto ambientale nei settori aeronautico, automotive, meccanico, chimico e farmaceutico.

La vera rivoluzione però, secondo la filosofia di Cpm, è legata soprattutto all’analisi dei Big Data prodotti da questo nuovo modo di fare auto. “Una quantità enorme di informazioni che devono essere processate in tempo reale in un continuo sforzo di ottimizzazione dei costi e riduzione di ogni anomalia di funzionamento – prosegue la nota – Per disegnare questo modello produttivo, CPM investe ogni anno il 3% del proprio fatturato”.