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LA PREVISIONE

Automotive, stenta a ingranare la guida autonoma

Secondo gli analisti di BlackRock nel 2035 il 75% delle auto sarà self-driving o controllabile da remoto. Ma fino al 2025 si andrà a rilento: la combinazione di tecnologia e regolamentazione detterà i tempi di adozione. Occasione ghiotta per i fornitori di semiconduttori e software

20 Apr 2017

Andrea Frollà

Nel 2035 il 75% delle auto sarà a guida autonoma o controllabile da remoto. Il processo di avvincamente a questo numero sarà graduale: fra 3 anni il 98% dei veicoli sarà connesso, ma bisognerà aspettare il 2025 prima che la guida autonoma prenda piede. Sono alcune delle previsioni contenute nel rapporto “Future of the vehicle”, elaborato dagli analisti di BlackRock, che prospetta un’ondata hi-tech per il comparto automotive.

Secondo gli esperti della società di investimenti americana ci sarà un forte cambiamento nella composizione interna del mercato automobilistico, con le auto ibride ed elettriche che fra il 2020 e il 2025 accelereranno il percorso di crescita già intrapreso. Nel giro di una decade, stima BlackRock, le vendite di ibride ed elettriche supereranno quelle di vetture con motori tradizionali (diesel o benzina). Le elettriche, in particolare, nel 2030 costituiranno un quarto del mercato.

L’altro grande trend del mondo auto riguarda l’adozione della guida autonoma. Applicazioni più semplici, come il controllo automatico della velocità, sono già applicate e saranno la norma nel giro di pochi anni. I veicoli a guida assistita cresceranno a partire dal 2020, mentre la diffusione di vetture completamente driverless sarà più lenta. La causa risiede nella necessità di combinare tecnologia e regolamentazione. A partire dal 2025 si innescherà un processo di diffusione su scala più vasta, cui seguirà un’impennata: nel 2035 tre auto su quattro saranno in grado di guidare da sole o essere controllate da remoto.

Le auto elettriche senza guidatore, spiegano gli analisti di BlackRock, non rivoluzioneranno solo le abitudini ma anche la dotazione tecnologica. Oggi, solo il 35% della auto è connesso, cioè dotato di soluzioni in grado di far dialogare vetture e persone attraverso dispositivi e piattaforme digitali. Nel 2020 la quota salirà al 98%. Nella maggior parte dei casi, la connessione non passerà dallo smartphone, ma sarà realizzata tramite interfacce dedicate accessibili direttamente a bordo, pensate e sviluppate appositamente per le auto.

L’impatto del digitale impatterà in modo decisivo sulla composizione del fatturato del settore automobilistico. Se oggi la vendita dell’auto rappresenta la porzione dominante degli introiti, seguita dai guadagni per spese non ricorrenti (come ricambi e assistenza), nel 2030 l’acquisto dell’auto avrà ancora un ruolo centrale ma, stima BlackRock, sarà affiancato da una fetta importante derivata da “incassi ricorrenti”. Tra questi rientreranno servizi, software, abbonamenti Internet e contenuti per intrattenere i passeggeri. “Pensiamo che il futuro dell’industria automobilistica possa essere simile a quella attuale degli smartphone – si legge nel report -. A beneficiarne saranno prima di tutto i fornitori di semiconduttori e software, anche se fornitori e case produttrici tradizionali stanno lavorando per recuperare”.

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