RETE UNICA TLC

Avanti tutta su AccessCo, la newco Tim-Open Fiber. Società “aperta” e governance condivisa

Firmata la lettera di intenti per proseguire con il progetto di integrazione degli asset. A Tim almeno il 50,1% della società unica della rete, ma saranno garantite indipendenza e terzietà. Si valuta anche cooperazione sul fronte 5G, cloud e data center

31 Ago 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Via a FiberCop e via anche all’intesa finalizzata alla realizzazione del progetto di rete unica nazionale (AccessCo) attraverso la fusione tra FiberCop e Open Fiber. I cda odierni di Tim e Cassa Depositi e Prestiti hanno dato l’ok su tutta la linea, a dimostrazione della piena condivisione sugli obiettivi da perseguire.

Contestualmente al via libera a FiberCop si va avanti anche su AccessCo, la newco unica delle reti a cui punta il progetto finale. Newco derivante dall’integrazione degli asset di FiberCop Open Fiber. I cda di Tim e di Cdp hanno approvato e dato il via libera alla firma della lettera d’intenti con Cdp Equity che mira alla fusione tra FiberCop e Open Fiber. Secondo quanto previsto dall’intesa, Tim deterrà almeno il 50,1% di AccessCo e attraverso un meccanismo di governance condivisa con Cdp Equity sarà garantita l’indipendenza e la terzietà della società. A tal proposito sono previsti meccanismi di maggioranze qualificate e regole di controllo preventivo. E secondo quanto risulta a CorCom l’ipotesi è suddividere i “poteri” fra Ad e Presidente esecutivo, il primo di nomina Tim, il secondo di Cdp ma reciprocamente approvati.

Per definire i valori degli asset destinati a confluire in AccessCo – e le relative quote di partecipazione nella società – le parti incaricheranno valutatori terzi per avviare i relativi processi di due-diligence relativi a FiberCop e Open Fiber. Prima della fusione, è previsto che Tim conferisca in FiberCop un ulteriore ramo d’azienda che consiste nella rete primaria funzionale alle attività operative di FiberCop. Il processo di due-diligence è atteso entro la fine dell’anno nell’ottica di raggiungere un eventuale accordo di fusione.

AccessCo sarà una società aperta anche ad altri investitori e destinata a gestire la rete unica nazionale. “L’autonomia e indipendenza della società della rete unica nazionale potrà essere garantita, tra l’altro, da un innovativo sistema di governance societaria, oltre che dal regime regolatorio che sarà definito dalle autorità competenti e che ne assicurerà la terzietà sotto i profili della parità di accesso, delle decisioni di investimento, degli effetti pro-concorrenziali e della elevata qualità degli standard di servizio”, si legge nella nota di Cdp.

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Cdp – attraverso la controllata Cdp Equity – punta, con la sua partecipazione nell’azionariato della costituenda AccessCo, “a garantire la presenza di un socio strategico con ottica di lungo periodo, con l’obiettivo di dotare l’Italia di un’infrastruttura di rete di ultima generazione”. “Nelle more dell’implementazione di questo progetto, Cdp resta fortemente impegnata nella realizzazione del piano industriale di Open Fiber, iniziativa che ha consentito l’avvio di investimenti volti a sviluppare la rete in fibra fino alle case degli italiani. Open Fiber resta, infatti, a tutti gli effetti, con il suo management, con le significative competenze sviluppate in questi anni, un asset fondamentale per la creazione dell’infrastrutturazione digitale dell’Italia”.

“Cassa Depositi e Prestiti è un investitore di lungo termine che supporta da sempre la crescita del Paese con particolare attenzione alle persone e al territorio – commenta l’Ad di Cdp fabrizio Palermo -. La connettività rappresenta un fattore abilitante essenziale per supportare in modo efficace le principali leve di sviluppo quali l’istruzione, il lavoro, le infrastrutture e la sanità. Proprio per questo, l’impegno di Cdp in questo dossier è stato massimo e conferma il sostegno già avviato da anni per lo sviluppo della fibra ottica in Italia. La firma del memorandum rappresenta il primo importante passo verso la realizzazione di un’infrastruttura digitale unica in banda ultralarga, che potrà garantire parità di accesso a tutti gli operatori, velocità, affidabilità e distribuzione capillare. Con il supporto degli azionisti abbiamo tracciato il percorso che, dopo l’approvazione da parte delle autorità di regolazione e di vigilanza, potrà consentirci di creare una rete Tlc di ultima generazione, necessaria per la competitività del Paese e cruciale per il rilancio dell’economia. In questo contesto, Open Fiber continua ad avere per Cdp un ruolo fondamentale che si consoliderà sempre più nel percorso verso la creazione della rete unica”.

5G, edge computing, data center e cloud: si valuta collaborazione

In aggiunta alla rete unica nazionale, Cdp Equity e Tim daranno immediato avvio alle valutazioni in merito ad ulteriori aree di possibile cooperazione per perseguire lo sviluppo di altre tecnologie (5G, edge computing, Data Center, Cloud e altro), cosi da facilitare la rapida introduzione di tecnologie innovative che migliorino l’accessibilità del Paese.

Si darà altresì immediato avvio, sotto il coordinamento di Cdp Equity, ad un tavolo tecnico sull’infrastruttura di rete volto, tra l’altro, ad acquisire l’eventuale interesse di altri operatori del settore a partecipare all’operazione anche mediante contribuzione di asset/risorse. 

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