MOTORI DI RICERCA

Axel Springer compra Qwant, guanto di sfida a Google

Il gruppo editoriale tedesco acquisisce il 20% del motore di ricerca francese. Obiettivo: creare un’alternativa europea a BigG

Pubblicato il 19 Giu 2014

F.Me.

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L’editore tedesco Axel Springer ha comprato il 20% del motore di ricerca francese Qwant. L’obiettivo è cercare un’alternativa al
gigante Google. L’importo dell’investimento sulla start up francese, che dà lavoro a 25 dipendenti a Parigi, non è stato svelato dall’editore di giornali come Bild e Die Welt. La prima versione di Qwant.com permette all’utente di vedere sullo stesso schermo i risultati delle ricerche su web, social network, foto e video, notizie. Nel 2013 più di 500 milioni di ricerche sono state fatte via Qwant. “Ci sono nei mercati dei motori di ricerca molte innovazioni, per partecipare abbiamo deciso di associarci a una giovane impresa”, ha sottolineato Ulrich Schmitz, responsabile per le tecnologie di Axel Springer.

L’operazione rappresenta dunque un guanto di sfida lanciato a Google, accusato dal ceo del gruppo tedesco Mathias Doepfner (nella foto) di essere un “estorsore”. Nei mesi scorsi in una lettera aperta agli editori e pubblicata sul Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). Doepfner spiegava la natura degli accordi tra Axel Springer e BigG.

Dopefner, pur riconoscendo soddisfacenti relazioni di mercato con Google, evidenziava che non c’era altra scelta. “Noi come editoriale non avevamo molte altre scelte valide che non trovare un’intesa con Google, perché non vedevamo alcun motore di ricerca alternativo che ci garantisse di ampliare la nostra presenza online”, si legge nella lettera.

L’accusa di Doepfner a Google assume tanta più importanza in un momento chiave per il gruppo Axel Springer che sta affrontando il delicato passaggio dalla carta al digitale. Molte testate regionali e le due testate cartacee più importanti – Die Welt e il quotidiano popolare Bild – sono organizzati in redazioni dive tutti i giornalisti lavorano sia per l’online sia per cartaceo, dando la precedenza al digitale per le grandi notizie e i grandi reportage. E l’abbonamento diventa obbligatorio dopo pochi clic.

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