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Balabit battezza la sede italiana e punta a conquistare le telco

Il numero uno dell’azienda Gaetano Gargiulo annuncia un piano ambizioso: “Entro il 2011 le nostre soluzioni di security saranno al servizio dei principali operatori di Tlc. Vinceremo grazie alla qualità”

17 Dic 2010

In Italia sono circa 500 le aziende che usano i prodotti di
sicurezza It della ungherese BalaBit di Budapest. Ci sono banche ma
anche società di telecomunicazioni. Queste aziende hanno generato
nel 2010 ricavi per un miliardo di euro, valore destinato nel 2011
a crescere almeno del 20%, in parallelo con la crescita del numero
di partner (quelli certificati sono una decina oggi) e delle
iniziative commerciali a supporto di questi e dei clienti. Queste
anticipazioni sono state fornite al Corriere delle Comunicazioni da
Gaetano Gargiulo, già channel manager Enterprise di Google Italy,
che da poco ha preso in mano le redini dell’azienda ungherese che
ha deciso di entrare direttamente nel nostro mercato, dopo essere
sbarcata su quello tedesco.

“Prevediamo, dice, entro il prossimo anno di acquisire come
clienti tutti i maggiori operatori di telecomunicazioni. Con alcuni
di loro stiamo anche esaminando la possibilità di accordi di
partnership per il nostro prodotto di punta, il syslog-ng Store
Box, una soluzione hardware (appliance) e software per il log
management”.

Si tratta di una categoria di prodotti non ancora presidiata da Idc
e Gartner nonostante generi annualmente affari per oltre due
miliardi di dollari secondo stime correnti. Si tratta di prodotti
forniti da tutte le società che si occupano di sicurezza ma che
hanno in BalaBit una azienda fortemente focalizzata, soprattutto
sotto l’aspetto tecnologico: più del 70% dei suoi 200 dipendenti
si occupa infatti di Ricerca e sviluppo.

La tecnologia log server di matrice open source syslog-ng della
società di Budapest si propone standard de facto del settore ed è
alla base della sua famiglia di prodotti a supporto del controllo e
della sicurezza delle attività in rete.
“Il nostro punto di forza, precisa Gargiulo, è la qualità delle
prestazioni. In Ungheria la rete informatica governativa usa
soluzioni fornite da BalaBit. Una primaria azienda mondiale di
sicurezza informatica ha speso mezzo milione di dollari per
acquistare nostri sistemi di log management per le sue esigenze
interne. Siamo mediamente un po’ più cari di altri ma forniamo
prodotti molto evoluti. Non facilmente gestibili se non si
padroneggia la tecnologia sottostante. Tanto che per quanto
riguarda i partner scegliamo gente che mastichi sicurezza di brutto
e sia in grado di fare personalizzazioni, oltre a capire le
esigenze della clientela. Che non è pane per tutti. I nostri
partner non sono box mover”.

Nel mondo le aziende che usano prodotti BalaBit sono 200 mila. Ci
sono nomi come Boeing e Nasa. Un cliente italiano è
l’altoatesina Raiffeisen Bank (48 banche e circa 200 sportelli),
che impiega la soluzione di log management e di auditing Share
Control Box, l’altra famiglia di prodotti della società
ungherese per la quale dice di essere l’unica proponente di
rilievo sul mercato.
L’interesse per il mercato italiano ha una genesi precisa: il
Decreto del Garante della Privacy del 27 novembre 2008 sul
controllo delle attività degli amministratori di sistema. Tale
provvedimento ha stabilito regole alle quali le organizzazioni che
trattano dati sensibili devono uniformarsi, registrando e
conservando i dati relativi agli accessi e alle attività degli
amministratori dei sistemi.
Inclusa nella classifica delle Fast 500 Emea di Deloitte Technology
nel 2009 (le aziende dell’It a più rapida crescita), BalaBit è
un protagonista di rilievo dell’industria ungherese: una società
giovane composta da giovani geni della tecnologia, primo fra tutti
il Ceo, Balazs Scheidler, che ancora oggi partecipa in prima
persona allo sviluppo dei prodotti. Sembra siano stati parecchi i
gruppi disposti a mettere sul tavolo un bel pacco di milioni di
euro per prendersi questa azienda ma per ora senza riuscirci.
Due annotazioni: l’open source è un fattore differenziante
rilevante dell’offerta di questa azienda che ha già iniziato a
ragionare anche in ottica cloud, pensando a futuri sviluppi.