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CONSUNTIVO

Banca d’Italia, gli incentivi 4.0 trainano gli investimenti

Relazione 2017: le aziende incrementano le risorse a favore di ricerca e digitalizzazione dei processi produttivi. La metà delle imprese ha beneficiato di almeno una delle agevolazioni previste dal piano Impresa 4.0: “L’attività innovativa e la propensione all’adozione delle nuove tecnologie, pur modeste nel confronto internazionale, si sono rafforzate”

30 Mag 2018

Giorgia Pacino

Crescono gli investimenti delle imprese. E a trainare la risalita, pur moderata, è la spesa in ricerca e digitale. Nella relazione annuale sul 2017, Banca d’Italia rileva un aumento dell’impiego di risorse a favore delle iniziative più produttive. Le aziende che investono in modelli più efficienti sono ancora poche, ma la spesa in ricerca e sviluppo è salita del 20% dal 2015.

Merito soprattutto delle misure incluse nel piano Impresa 4.0: sostegno alle start up innovative, tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti (il cosiddetto patent box) e iper ammortamento fiscale per la digitalizzazione dei processi produttivi. Incentivi fiscali che secondo Banca d’Italia hanno contribuito a un’accelerazione degli investimenti, dati in crescita del 3,8%.

“L’attività innovativa e la propensione all’adozione delle nuove tecnologie, pur modeste nel confronto internazionale, si sono rafforzate, favorite dalle politiche di sostegno introdotte negli ultimi anni”, si legge nella relazione. La quota di imprese che ha fatto ricorso ad almeno una delle agevolazioni 4.0 previste dal piano del governo è aumentata di circa il 50%. Metà delle aziende, dunque, ha usato gli incentivi per l’innovazione. Erano poco più del 40% un anno fa. Oggi quasi un terzo di quanti ne hanno beneficiato dichiarano che le agevolazioni hanno portato a un incremento delle spese, nel 2016 la quota si fermava a un quinto. Le stime sono positive anche per il 2018.

Le imprese nate come start up innovative o votate all’innovazione rappresentano, però, ancora una piccola avanguardia. La bassa capacità di innovare delle aziende italiane è, per Banca d’Italia, tra le principali ragioni della bassa produttività del lavoro. Nel 2017 è stata meno della metà della media nell’area euro, anche se in lieve recupero (+0,7%).

In Italia l’adozione delle nuove tecnologie digitali continua a crescere, ma perde ancora nel confronto con gli altri Paesi europei. Nel 2017 solo il 9% delle imprese aveva introdotto processi di gestione integrata delle informazioni lungo la catena del valore, contro il 17% della Germania e il 15% della Francia.

È invece elevata la diffusione della robotica nei processi produttivi industriali. Secondo i dati della International Federation of Robotics relativi al 2016, l’Italia è l’ottava economia al mondo per numero di robot per lavoratore (18 robot ogni mille lavoratori). Nell’area euro è seconda solo alla Germania.

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