Banche, la sicurezza dei canali online vale il 12% del budget IT - CorCom

LA RICERCA

Banche, la sicurezza dei canali online vale il 12% del budget IT

La cybersecurity dell’internet e mobile banking priorità di investimento nel 2020; la prima spinta la compliance normativa. Crescono le collaborazioni con le fintech per acquisire competenze e accelerare sulla digitalizzazione

14 Dic 2020

Patrizia Licata

giornalista

Web Banking

Le banche operanti in Italia puntano su sicurezza e innovazione: più investimenti per l’internet banking e il mobile banking ma anche più tutele per i dati personali e le transazioni. È quanto emerge da un’indagine contenuta nel Rapporto annuale realizzato da Abi Lab, il Consorzio per la ricerca e l’innovazione per la banca promosso dall’Abi, che fa il punto sullo sviluppo e sulle potenzialità del digital banking.

La maggior parte delle banche analizzate ha indicato per il 2020 un aumento degli investimenti per la protezione dei canali remoti utilizzati dalla clientela, con i volumi di spesa previsti per la sicurezza It rispetto al totale del budget in Information technology che passano dal 7% del 2019 al 12% del 2020.

Il budget di sicurezza It si divide tra interventi per incrementare i livelli di sicurezza dei servizi (31%), interventi per l’evoluzione del servizio offerto alla clientela, anche in ottica di business (30%), e interventi per l’adeguamento alle normative di sicurezza (39%).

Focus sul mobile banking

La forte attenzione del mondo bancario per internet e mobile banking trova conferma anche nelle previsioni di spesa formulate per il 2020: l’87% delle banche rispondenti ha segnalato un aumento o un forte aumento degli investimenti sul mobile. Anche l’internet banking vede il 65% delle banche aumentare lo sforzo economico.
Le aree di maggiore attenzione sui canali digitali sono la cybersecurity, l’efficientamento dei sistemi e la specializzazione del personale.
Dallo studio si evidenzia che le aree di lavoro principali a cui le banche si stanno dedicando per lo sviluppo dei canali digitali nel corso del 2020 sono le interfacce di programmazione delle applicazioni aperte (open Api), indicate dall’81% delle banche intervistate per il mobile Banking e il 76% per l’internet banking); seguono l’estensione delle funzionalità connesse ai pagamenti e il potenziamento delle modalità per la sottoscrizione di documenti.

Tre quarti delle banche insieme alle Fintech

Inoltre, la collaborazione con le Fintech per lo sviluppo dell’offerta sui canali digitali è già una realtà per oltre la metà delle banche rispondenti. Nel prossimo futuro lo sarà per circa tre quarti delle banche. I benefici riscontrati e attesi dall’interazione con le Fintech sono la maggiore velocità di sviluppo della trasformazione digitale e la possibilità di acquisire competenze digitali in maniera semplice e immediata.
Per le banche l’opinione del cliente è sempre più importante; l’87% delle banche dichiara di aver adattato le modalità di offerta in relazione ai feedback ricevuti dalla propria clientela, e il 91% ritiene che tali azioni abbiano condotto la banca ad apportare miglioramenti dei servizi offerti, specialmente in termini di esperienza d’uso degli utenti (user experience) e processo.
A inizio anni l’Associazione bancaria italiana è scesa in campo a tutela del digital banking creando un vademecum per la navigazione sicura da web e da mobile che aiuta gli utenti a difendersi dalle crescenti attività di phishing e dagli altri tipi di attacchi che possono mettere a rischio le operazioni bancarie online.
L’innovazione del mondo bancario e l’accelerazione della trasformazione digitale nel settore finance è stata dimostrata dai progetti presentati e premiati alla decima edizione del Premio Abi per l’innovazione nei servizi bancari 202o che si è tenuta nei giorni scorsi.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2