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PALAZZO MADAMA

“Banda larga in tutti gli uffici pubblici”: lo chiede il Senato

Il ministro Madia: “Cambio radicale nell’approccio al tema”. Il relatore Giorgio Pagliari (Pd) illustra l’emendamento alla legge delega sulla PA: “Deciso colpo d’acceleratore verso la cittadinanza digitale. Alle coperture penserà il Governo con l’attuazione dei provvedimenti”

08 Gen 2015

Antonello Salerno

Connettere a Internet tutti gli uffici pubblici sul territorio, scuole comprese. E’ questo l’obiettivo dell’emendamento presentato al disegno di legge delega sulla pubblica amministrazione dal relatore del provvedimento a Palazzo Madama, il senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari (nella foto). Lo scopo è quello di “Garantire la disponibilità di connettività a banda larga e l’accesso alla rete Internet – recita il testo, che è in discussione alla commissione Affari costituzionali del Senato – presso gli uffici pubblici e altri luoghi che, per la loro funzione, richiedono queste dotazioni”.

Una proposta che il ministro alla Pubblica istruzione Marianna Madia definisce, lasciando la commissione al termine della seduta, come “un cambio radicale nell’approccio alla digitalizzazione”.

“E’ una riformulazione che parte da rilievi della commissione Bilancio – afferma Giorgio Pagliari – e sulla quale si è innestata una riflessione ulteriore. Ritengo che gli emendamenti portino a un testo più valida di quello che era stata proposto inizialmente, perché rafforza sul piano della delega l’importanza del digitale e la diffusione della digitalizzazione. Con l’obiettivo di semplificare al massimo la comunicazione con le pubbliche amministrazioni, preoccupandosi anche dell’alfabetizzazione digitale, cioè dell’educazione dei cittadini, che trovo sia particolarmente importante per i meno giovani”.

“Sui principi non cambia moltissimo – prosegue Pagliari – E’ una revisione più organica, che accentua la centralità del cittadinanza digitale. Intorno a questo ruotano tutti i princìpi, tanto quelli più tecnici sul sistema, quanto quelli della semplificazione dei provvedimenti in chiave digitale e la presenza di terminali in ogni sede. Poi ci sono i criteri che riguardano la posizione del cittadino digitale, che deve usufruire di questi servizi. La logica di questa delega, che accentua il profilo della cittadinanza digitale, e che comunque segue una serie di iniziative già adottate, come il codice digitale, vuole dare un colpo di acceleratore deciso al processo di telematizzazione”.

Secondo la tabella di marcia che si può ipotizzare in questo momento il testo dovrebbe essere licenziato in aula al Senato, una volta concluso il passaggio in commissione, con altri emendamenti che sono attesi la prossima settimana d’intesa con il Governo, entro il mese di febbraio. Poi passera all’esame di Montecitorio.

Non si parla per il momento di coperture finanziarie: “Non dimentichiamoci – conclude Pagliari – che si tratta di una legge delega, di un provvedimento cioè che fissa i principi su cui dovranno poi essere incardinati i provvedimenti del Governo. In quella sede saranno individuate tutte le coperture finanziarie del caso”.

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