Banda ultralarga, Calenda: "Per aree grigie ipotesi superammortamento" - CorCom

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Banda ultralarga, Calenda: “Per aree grigie ipotesi superammortamento”

Il ministro svela le prossime mosse: “Non solo voucher. Valutiamo di considerare parte degli interventi nell’iperammortamento. Discussione aperta con Bruxelles. Investimenti incrementali pubblici e privati devono essere considerati fuori dal patto di stabilità”

06 Ott 2016

Mila Fiordalisi

“Abbiamo dato grande attenzione alle aree bianche, ma quelle grigie sono più importanti. E’ qui che si concentra il 70% delle imprese. I voucher sono strumento che Bruxelles ammette ma non risolve del tutto. Stiamo ragionando su cosa si può fare per incentivare l’offerta. Stiamo effettuando un’analisi, non ancora conclusa, di considerare parte degli interventi nell’iperammortamento. La discussione è aperta, anche con Bruxelles. Quel che è certo è che gli investimenti nelle aree grigie cambiano la competitività italiana”. Il ministro Carlo Calenda interviene sul tema della banda ultralarga nella videointervista proiettata a Capri all’annuale convegno di EY.

Calenda ha puntualizzato che la banda ultralarga è parte integrante del piano Industria 4.0, “una manovra corposa che concentra gli investimenti da fare nel 2017 ma il cui impatto è dilazionato nel tempo”. “Con Industria 4.0 – ha puntualizzato il ministro – finisce l’era degli incentivi a bando a parte alcune nicchie come quella dell’aerospazio. Il governo stabilisce un rapporto di fiducia con le aziende e se queste non investono lo stato non spende. Ma vogliamo spingere gli investimenti e per questo stiamo facendo un lavoro su direttrici di accompagnamento”. Il ministro auspica “che gli investimenti privati tornino ai livelli pre-crisi altrimenti perdiamo crescita vera”.

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Determinante la questione delle regole: “Non stanno funzionando sul tema investimenti. La gente ha paura della modernità, è scottata dalla globalizzazione. Secondo noi gli investimenti incrementali pubblici e privati devono essere considerati fuori dal patto di stabilità”.

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