L’APPELLO ALLA POLITICA

Banda ultralarga e 5G, Uncem: “Innervamento digitale montagna prioritario”

L’unione delle comunità montane tiene alta l’attenzione sul divario che imperversa nelle aree più periferiche anche a seguito dello switch off delle frequenze. E presenta un’Agenda di proposte per i futuri Governo e Parlamento

17 Ago 2022

Enzo Lima

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L’innervamento digitale della montagna è obiettivo prioritario. Su banda ultralarga, ripetitori per la telefonia mobile e per la Tv, come sul 5G e 6G, occorre dare attuazione a quanto previsto e avviato con il Pnrr, aumentando le risorse economiche per vincere il divario digitale”: questo l’appello dell’Uncem, l’unione delle comunità montane al futuro Governo (SCARICA QUI IL PROGRAMMA)

Un’Agenda digitale per le aree montane

“Costruiamo un’Agenda digitale per le aree montane, riconoscendo le urgenze delle imprese e dei Comuni alpini e appenninici. Per generare Smart valley in piena sinergia con le Green Communities: telelavoro, e-commerce e servizi digitali (medicina, istruzione, sociale) sono determinanti per creare e mantenere lavoro nei paesi. Servono valli montane e aree interne digitalizzate e impegnate nel nuovo paradigma ambientale ed energetico”, evidenzia l’associazione nell’Agenda montagna per Parlamento e Governo”.

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I nuovi fondi e il nodo del segnale Tv

Nei giorni scorsi Uncem ha fatto il punto sullo stanziamento da 10 milioni approvato nell’ambito del Dl Aiuti, di cui 2,5 milioni per i ripetitori del digitale terrestre e 7,5 milioni per l’innalzamento fino a 50 euro del Bonus tv per l’acquisto di apparati satellitari. “Abbiamo lavorato molto con la sottosegretaria al Mise Anna Ascani e con i suoi uffici – ha sottolineato il presidente Marco Bussone –Il punto da capire ora è come questi fondi verranno spesi. Mancano i decreti attuativi – spiega – con modalità operative e procedure per l’attuazione degli interventi”.

Secondo Secondo Bussone “serve un lavoro raffinato per aiutare i sindaci a scegliere la cosa migliore da fare anche perché alcuni ripetitori non potranno comunque essere riaccesi. Non hanno solo un problema tecnologico, ma anche di conflitto di frequenze”. La soluzione, secondo Bussone, potrebbe essere il segnale satellitare di TivùSat: “Si sta pensando a parabole a largo spettro che riescano ad amplificare il segnale per coprire più abitazioni, se non intere frazioni“.

I voucher per il satellite

“Bene l’innalzamento a 50 euro dei voucher per il satellite – ha detto Bussone – ma non è chiaro se riguarderanno solo i decoder e le tv o anche l’installazione delle parabole. E su questo ho chiesto un approfondimento al Mise. E poi dobbiamo capire esattamente a chi vanno i bonus: solo ai residenti o anche ai proprietari di seconde case; in quali comuni; e come potranno essere utilizzati. Occorre definire il decreto attuativo e lavorare per accompagnare i territori. I fondi sono il frutto di un lavoro importante, adesso bisogna dare concretezza”.

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