Banda ultralarga e Industria 4.0 nel "Recovery plan" da 2 trilioni di dollari di Joe Biden - CorCom

STATI UNITI

Banda ultralarga e Industria 4.0 nel “Recovery plan” da 2 trilioni di dollari di Joe Biden

Presentato un maxi-programma per il rilancio dell’economia all’insegna della ricerca, dell’innovazione e del rinnovo infrastrutturale. Sarà finanziato in otto anni con un aumento del prelievo fiscale sulle imprese dal 21 al 28%

31 Mar 2021
Official portrait of Vice President Joe Biden in his West Wing Office at the White House, Jan. 10, 2013. (Official White House Photo by David Lienemann)..This official White House photograph is being made available only for publication by news organizations and/or for personal use printing by the subject(s) of the photograph. The photograph may not be manipulated in any way and may not be used in commercial or political materials, advertisements, emails, products, promotions that in any way suggests approval or endorsement of the President, the First Family, or the White House.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato un maxi piano per la ripresa economica degli Stati Uniti mettendo sul piatto oltre 2.000 miliardi di dollari. Chiamato “Build Back Better” il programma mira a un rinnovo totale delle infrastrutture, tra cui la banda ultra-larga, prioritaria al pari di strade e ferrovie. Anche auto elettriche, Industria 4.0 e innovazione tecnologica rientrano negli obiettivi degli investimenti.

La spesa di 2 trilioni è spalmata in otto anni e finanziata con un aumento della corporate tax al 28%. Questo incremento del gettito fiscale, più altre misure volte ad arginare la pratica del trasferimento dei profitti all’estero da parte delle multinazionali, potrà alimentare l’ammodernamento infrastrutturale in America. Il completamento del piano è previsto in 15 anni.

L’annuncio del piano è stato dato da Biden in un intervento a Pittsburgh, la città dove il presidente ha inaugurato la sua campagna per la Casa Bianca nel 2019.

Il “Recovery plan” di Biden

Il piano per la ripresa post-pandemia proposto da Biden include 300 miliardi di dollari per l’espansione dell’accesso alla banda larga, l’ammodernamento delle reti elettriche e della rete idrica.

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Per le restanti infrastrutture sono previsti 621 miliardi di dollari: oltre al rinnovo e/o creazione di ponti, strade, reti di trasporto pubblico, porti e aeroporti, viene finanziato lo sviluppo dei veicoli elettrici.

Altri 580 miliardi di dollari saranno investiti nell’industria americana, nella ricerca e sviluppo innovativa e nelle competenze per il mondo del lavoro, con l’obiettivo di portare la manifattura Usa nell’era 4.0 e aggiornare la forza lavoro con le skill digitali.

Il piano è completato da un investimenti di 400 miliardi di dollari per l’assistenza alle persone anziane e disabili e 300 miliardi di dollari per la costruzione o l’ammodernamento delle scuole e per la realizzazione di edilizia accessibile alle fasce della popolazione meno abbienti.

Infrastrutture non solo fisiche ma “umane”

Uno degli elementi chiave del piano è la valorizzazione del capitale umano: l’approccio dell’amministrazione Biden è quello di trasformare il vecchio concetto di investimento infrastrutturale in una nuova idea di sviluppo che include il capitale umano, ha spiegato il senatore Bernie Sanders, che presiende la Commissione Bilancio. “Parliamo anche di infrastrutture fatte dalle persone”, ha detto il senatore indipendente.

Ai finanziamenti presentati farà seguito infatti una seconda tranche da 1 o 2 trilioni di dollari che saranno investiti per lo più sulle famiglie e altri programmi interni e che fanno, complessivamente, del “Recovery plan” di Biden un pacchetto per il rilancio economico simile al New Deal di Franklin Roosevelt.

Più tasse sulle imprese, strada in salita al Congresso

Il piano di finanziamenti annunciato da Biden segue il programma di aiuti anti-Covid presentato dalla Casa Bianca e approvato a inizio mese dal Congresso. Il pacchetto vale 1,9 trilioni di dollari e ha ottenuto l’ok di Camera e Senato solo coi voti dei Democratici.

Il nuovo programma dovrà nuovamente vedersela con l’opposizione dei Repubblicani, che non appoggiano l’aumento delle tasse. Con la sua proposta, infatti, Biden porterebbe la tassa sulle imprese al 28% dopo che i Repubblicani l’avevano tagliata al 21% con la riforma fiscale del 2017 (dal precedente 35%).

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