Banda ultralarga, in Emilia Romagna stop al digital divide nel 2020 - CorCom

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Banda ultralarga, in Emilia Romagna stop al digital divide nel 2020

La Regione presenta il piano triennale per connettere anche le aree bianche. Sul piatto 255 milioni. Dieci cantieri pubblici ai nastri di partenza. In campo anche Lepida

19 Lug 2017

F.Me

“Eliminare per sempre il digital divide che impedisce alle realtà più periferiche di competere”. E’ questo, nelle parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Agenda digitale, Raffaele Donini, il programma dell’Emilia-Romagna da qui al 2020. Un programma già segnato che riguarderà le cosiddette aree bianche, quelle cioè a fallimento di mercato, e presentato questa mattina insieme al presidente, Stefano Bonaccini.

Un investimento di oltre 255 milioni che porterà internet ultra veloce in tutte le case, imprese, scuole e nell’intera pubblica amministrazione dell’Emilia-Romagna. Secondo quanto previsto dal “Piano banda ultra larga dell’Emilia-Romagna” attraverso 180 milioni di fondi dello Stato per lo sviluppo e la coesione (Fsc) e 75 milioni di fondi regionali derivati dalla programmazione di quelli europei, partono in questi giorni i primi 10 cantieri pubblici, che interessano 7 comuni: Ventasso, Carpineti, Casina, Rio Saliceto, Toano, Vetto e Villa Minozzo nel reggiano.

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Gli altri seguiranno a partire dall’autunno prossimo. A fine lavori tutto il territorio avrà una copertura di almeno 30 megabit per secondo, nella maggior parte dei casi oltre 100 Mbps. “Quanto avevamo immaginato e indicato come obiettivo nell’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna a inizio mandato sta trovando attuazione – ha detto Bonaccini – Nei prossimi 3-4 anni la regione avrà un potenziale vantaggio competitivo rappresentato dall’infrastruttura pubblica di rete a banda ultra larga, qualcosa che oggi non c’è in Italia e non c’è in buona parte d’Europa. Si tratta di un’opportunità che il sistema produttivo, sociale ed educativo deve cogliere”.

Donini ha ricordato come “l’intervento nei Comuni è particolarmente rilevante sia dal punto di vista delle risorse sia come ricaduta in termini di estensione territoriale dei cantieri (saranno interessati praticamente tutti i comuni della regione) e di forza lavoro impiegata nei quattro anni. Si stimano infatti almeno 500 posti di lavoro l’anno”. Agli interventi pubblici previsti nelle aree bianche si affiancano quelli effettuati dagli operatori privati e i progetti, seguiti da Lepida spa, dedicati a collegare tutte le scuole e gli uffici della pubblica amministrazione della regione.

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