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IL DIBATTITO

Banda ultralarga, la politica: “Gare aperte e tutela della concorrenza”

La questione dell’execution è in testa alle priorità evidenziate dai parlamentari. Riflettori puntati anche sul ruolo di Telecom Italia: si temono “favoritismi”

10 Ago 2015

Mila Fiordalisi

Passare subito all’execution ed evitare di fare “favori” a Telecom Italia. Sono le questioni che tengono banco nel dibattito politico che si è scatenato a seguito dello stanziamento, da parte del Cipe, dei primi 2,2 miliardi di euro nell’ambito del piano ultrabroadband da 12 miliardi.

“Grazie alla delibera Cipe parte il Piano banda ultralarga del Governo. Un investimento fondamentale per la competitività del nostro paese e per l’accessibilità delle zone svantaggiate. Ora diventa essenziale una tempistica rapida e certa nell’assegnazione dei lavori e l’adozione di modalità di affidamento che favoriscano la piena concorrenza ed evitino soluzioni adottate nel passato”, sottolinea Cristina Bargero, deputata Pd componente la Commissione Attività produttive. “E ciò a tutela della concorrenza tra gli operatori e del diritto di accesso a internet da parte degli utenti. L’Italia ha bisogno infatti di investimenti per la banda ultralarga, ma anche di salvaguardare una sana concorrenza per tutelare i consumatori”.

Secondo Raffaello Vignali, capogruppo Ap in Commissione Attività Produttive. “Occorre ora predisporre delle gare aperte a una competizione reale per l’assegnazione delle ingenti risorse deliberate dal Cipe”, sottolinea. “A tal fine sarà opportuno apportare adeguate modifiche alle modalità adottate nelle gare ‘Euro Sud’, per evitare effetti chiaramente anti-concorrenziali nella partecipazione alle stesse. La soluzione per garantire investimenti e concorrenza al contempo c’è, ed è di contribuire i fondi assieme agli operatori e garantire una proprietà condivisa nelle aree ‘sussidiate’, con prezzi di noleggio della fibra bassi ma uguali per tutti”. “Sono certo che il governo eviterà, accuratamente, di replicare i modelli distorsivi del passato, che penalizzano i cittadini ed il mercato, e saprà individuare soluzioni equilibrate nell’interesse del Paese, delle imprese e dello sviluppo della digitalizzazione”.

Sul tema delle gare si è espresso anche il deputato di Forza Italia Giorgio Lainati, vicepresidente della commissione di vigilanza Rai. “Accolgo con favore la notizia dello stanziamento di risorse pubbliche da parte del Cipe per la banda ultralarga. Auspico al tempo stesso che non si ricorra alle consuete gare, appannaggio unicamente dell’operatore incumbent”. Secondo Lainati, “è di estrema importanza che le risorse pubbliche vengano messe a disposizione del mercato con soluzioni autenticamente concorrenziali, superando le evidenti asimmetrie di cui può beneficiare l’incumbent”. E conclude: “solo in questo modo potremo dotare il Paese, le nostre imprese ed i nostri cittadini, di quelle infrastrutture in fibra ottica di cui si sente ormai l’esigenza”.

Deborah Bergamini, vice presidente della commissione Trasporti della Camera, accende i riflettori sul tema della concorrenza. “Osservo con favore l’annuncio del piano di investimenti per lo sviluppo della banda ultralarga annunciato dal presidente Renzi ed auspico che questa sia la volta buona per passare dalle parole ai fatti: il Paese ha bisogno di colmare rapidamente il gap infrastrutturale che lo separa dagli altri paesi europei e che ne riduce drammaticamente la competitività. È necessario tuttavia invitare il governo ad evitare che, con la destinazione delle risorse pubbliche previste dalla delibera del Cipe, si possano riproporre soluzioni già viste in passato, come le gare ‘Euro sud’, che hanno estromesso nei fatti dalla competizione gli operatori alternativi all’incumbent. Mi aspetto che il Governo individui soluzioni equilibrate, che vadano incontro alle regole del mercato e all’interesse dei cittadini”.

Si fa sentire anche la “questione Telecom”. “Lo schema è quello che denunciamo da tempo: favorire indirettamente l’ex monopolista Telecom Italia – è il commento del senatore del Movimento 5 Stelle Andrea Cioffi -. La situazione delle infrastrutture di telecomunicazione in Italia è critica. Il 6 agosto il ‘putto fiorentino’, da buon democristiano sbriga gli impicci quando l’attenzione è bassa, che fa? Fa sbloccare dal Cipe i primi 2,2 miliardi del piano per la banda ultralarga. Proprio nel giorno del primo incontro con Vincent Bolloré, il nuovo azionista di riferimento di Telecom Italia, per avviare la realizzazione della nuova rete in fibra nelle aree a fallimento di mercato (mezzogiorno)”.

Il senatore Jonny Crosio, capogruppo della Lega Nord in Commissione Tlc al Senato si rifà all’intervista rilasciata al Corriere della Sera dall’Ad di Telecom Marco Patuano: Nell’intervista l’Ad di Telecom dice chiaramente che il modello preteso è quello dei 7 bandi Euro Sud. Guarda caso tutti aggiudicati da Telecom, semplicemente perché l’incumbent gode di un vantaggio competitivo che mette fuori gioco tutti gli operatori alternativi. Se non si vogliono regalare come sempre soldi pubblici a Telecom, occorre che il governo eviti di commettere gli errori del passato e non replichi quelle gare per favorire i soliti noti. La Lega Nord vigilerà attentamente, perché non possono sempre rimetterci i cittadini e la concorrenza”.

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