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Banda ultralarga, Tiscar: “Enel possibile carta risolutiva”

“Si sono create le condizioni per l’ingresso di un operatore disruptive”, dice il vice segretario di Palazzo Chigi. “Stiamo lavorando per consentire di cantierizzare presto i primi progetti del Piano Bul”

18 Dic 2015

Mila Fiordalisi

Enel potrebbe essere la carta risolutiva per spingere la banda ultralarga in Italia”: lo ha detto Raffaele Tiscar, vicesegretario di Palazzo Chigi, in occasione della cena natalizia del Cdti di Roma presieduto da Alessandro Musumeci. “Si sono create le condizioni per l’ingresso di un operatore disruptive la cui discesa in campo farà abbattere gli investimenti pubblici” ha detto Tiscar aggiungendo che il governo “sta lavorando per consentire di cantierizzare presto i primi progetti ultrabroadband”.

Tiscar ha sottolineato che “la sfida si vince con il committment politico”. “L’infrastruttura a banda larga è ancillare perché è mirata alla crescita digitale del Paese”, ha continuato il vice segretario di Palazzo Chigi evidenziando che “nel nostro Paese è stato fatto il salto di qualità con i piani Banda Ultralarga e Crescita digitale. Siamo al punto di svolta perché per la prima volta un organo politico si è dato un percorso”. Tiscar accende i riflettori sull’importanza di puntare sulla fibra: “La rete in rame non consente obiettivi ambiziosi. Gli obiettivi 2020 rappresentano per noi l’’Everest’ ma saranno presto superati. Basti pensare che il piano pubblico nazionale varato in Corea prevede connessioni a 1 Gb e sono state già fatte alcune prime realizzazioni che arrivano a 10 Gb”.

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“Il nostro rame non riesce spesso a garantire nemmeno gli obiettivi Adsl figuriamoci quelli futuri – ha detto Tiscar -. Ma il tema vero è se l’Italia voglia mettersi nelle condizioni di essere ancora un paese competitivo. Possiamo permetterci il lusso di non adeguare l’infrastruttura del Paese? Senza infrastrutture digitali performanti le nostre aziende saranno costrette ad andare all’estero”. Secondo Tiscar la questione “prima la domanda o l’offerta” è superata: “Il Piano Bul e il Crescita digitale rispondono a entrambe. E poi parliamoci chiaro: nessuno sarebbe disposto a comprare un iPhone senza prima vederlo. Il digitale è un settore supply driven e non marlet driven”. Nell’evidenziare che comunque “l’Italia è in una situazione ingarbugliata” Tiscar sottolinea d’altro canto che “il governo ha allocato risorse importanti, anche se per ora dedicate alla aree a fallimento di mercato”. Le risorse ammontano – ha ricordato il vice segretario di Palazzo Chigi – a 4,2 miliardi “ed è intenzione del governo aggiungere 1,3 miliardi per spingere le infrastrutture ma anche per i voucher”.

Alla cena natalizia del Cdti capitolino era presente anche il Dg di Agid Antonio Samaritani il quale nel ricordare i progetti portati avanti dall’Agenzia ha anch’egli evidenziato “la necessità di rompere il circolo vizioso domanda-offerta. Abbiamo bisogno di un Paese service ready ma anche broadband ready. Ed è su questo che stiamo lavorando. Per arrivare alla “visioni” il percorso è lungo ma da gennaio ci sarà una svolta”.