Biblioteca Vaticana, 15mila manoscritti in digitale entro il 2018 - CorCom

CHIESA 2.0

Biblioteca Vaticana, 15mila manoscritti in digitale entro il 2018

Accordo con la giapponese Ntt Data per digitalizzare 3mila testi in 4 anni. Obiettivo finale: mettere online tutti gli 82mila volumi. Costo del progetto 18 milioni di euro

20 Mar 2014

Luciana Maci

Entro i prossimi quattro anni studiosi, ricercatori, appassionati e curiosi da tutto il mondo potranno sfogliare online con pochi click manoscritti antichi e preziosissimi come un’Iliade bilingue del XV secolo o un manoscritto azteco colombiano: la Biblioteca Apostolica Vaticana ha firmato oggi un accordo con Ntt Data, azienda giapponese di soluzioni IT presente in 40 Paesi, per la digitalizzazione entro il 2018 di 3.000 manoscritti. Aggiungendosi agli altri già digitalizzati o in corso di digitalizzazione attraverso iniziative parallele, saranno in tutto 15mila i testi cartacei che tra quattro anni saranno passati al digitale. Se tutto andrà bene la collaborazione i giapponesi potrebbe proseguire dopo quella data con un obiettivo particolarmente ambizioso: digitalizzare tutti gli 82mila manoscritti conservati presso la Biblioteca, che in pratica significano 40 milioni di pagine e 43 peta byte (milioni di miliardi di byte).

Al passaggio dalla carta al digitale la Biblioteca è al lavoro già da anni: ad oggi, attraverso collaborazioni con enti e fondazioni, sono stati digitalizzati circa 6.800 testi, sebbene per il momento siano disponibili online solo 300. Grazie a precedenti collaborazioni altri 4.200 sono destinati a passare alla versione digitale entro il 2018. Nel frattempo partirà la collaborazione con Ntt Data, azienda di servizi e soluzioni IT presieduta da Toshio Iwamoto: il primo passo riguarderà appunto 3.000 manoscritti. Ma dal 2018 in poi, se tutto procederà nel verso giusto, il contratto con Ntt Data potrebbe essere confermato, il gruppo di lavoro ampliato, le tecnologie migliorate e velocizzate. Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, preferisce non specificare la tempestica (“Non possiamo indicare tempi precisi, non sono il profeta dei numeri”) ma l’obiettivo finale resta quello di mettere a disposizione del pianeta in forma totalmente gratuita l’intero patrimonio dell’istituzione.

“I manoscritti che verranno digitalizzati – ha spiegato monsignor Jean-Louis Brugues, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa – spaziano dall’America precolombiana all’estremo Oriente cinese e giapponese, transitando per tutte le culture e le lingue che hanno animato la cultura dell’Europa”. Testi che sono da sempre disponibili gratuitamente in consultazione, ma finora in forma cartacea e, di conseguenza, in sede.

Sul criterio di scelta dei testi da digitalizzare Pasini ha detto che “sono stati selezionati, d’intesa con Ntt Data, tra quelli considerati più significativi, ma in generale è stato deciso di partire da quelle collezioni che non creavano problemi nella gestione dei materiali. Per favorire una buona partenza – ha precisato – abbiamo deciso di lasciare da parte per il momento quelli più delicati e di più difficile gestione”.

Come lavorerà la squadra giapponese? “In fase di scansione – spiega al Corriere delle Comunicazioni Patrizio Mapelli, presidente e ceo di Ntt Data Emea – ci saranno 3 scanner molto speciali in grado di gestire documenti sensibili e fragili, manovrati da nostro personale specializzato con la supervisione del personale della Biblioteca. L’archiviazione avverrà attraverso un nostro sistema proprietario, Amlad, molto flessibile nella gestione dei metadati. Il formato di archiviazione è il Fits, molto diffuso e scelto perché garantisce alti livelli di compatibilità e durata nel tempo. Il sistema di fruizione è sempre parte integrante di Amlad e consente una ricerca molto semplice ma al contempo sofisticata sulle varie parole chiave nei metadati. Stiamo anche lavorando a un sistema di disaster recovery e back up”. Saranno inizialmente una ventina gli addetti al progetto.

Il costo del progetto è stimato intorno ai 18 milioni di euro, in parte investiti da Ntt Data, in parte dalla Biblioteca (non è stato specificato in quali proporzioni), e dovrebbe essere coperto da donazioni e sponsorizzazioni.

“Anche altre Biblioteche stanno catalogando manoscritti – ha concluso Pasini – ma il nostro proposito si caratterizza per la volontà di disegnare un progetto d’insieme per l’intera, immensa mole dei nostri manoscritti. Un’opera a favore della conservazione e della divulgazione della conoscenza, a servizio della cultura per tutto il mondo”.