Big tech ancora nel mirino negli Usa: adesso tocca ai dati finanziari - CorCom

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Big tech ancora nel mirino negli Usa: adesso tocca ai dati finanziari

Il Consumer financial protection bureau chiede informazioni sulle policy di Amazon, Google e Facebook. L’obiettivo è definire una norma per l’open banking: più controllo ai consumatori, apertura a nuovi player

21 Ott 2021

Patrizia Licata

giornalista

La stretta regolatoria degli Stati Uniti sulle Big tech si allarga al settore finanziario: il Consumer financial protection bureau (Cfpb) invierà nei prossimi giorni un questionario ad Amazon, Google, Facebook e altri colossi digitali per capire come gestiscono i dati finanziari dei clienti. Lo riporta Reuters in base a fonti confidenziali.

L’obiettivo ultimo dell’Cfpb è di verificare che siano rispettati i diritti degli utenti delle piattaforme online e garantita la concorrenza nel settore finanziario.

Il paladino dei consumatori che non fa sconti alle Big tech

Il questionario per le Big tech è un documento da 55 pagine in cui l’agenzia federale cercherà di avere informazioni su come vengono raccolti, utilizzati o ceduti dati finanziari dei consumatori.

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Il Cfpb non regola direttamente le aziende tecnologiche, ma intende spingere per l’apertura del settore per andare verso l’open banking, dando spazio a nuovi player e restituendo agli utenti il controllo sui loro dati.

L’iniziativa coincide con l’arrivo alla guida del bureau di Rohit Chopra. Chopra, Democratico, è un ex commissario della Federal trade commission, lo stesso ente federale che si occupa di tutela dei consumatori e antitrust e che ha già nel suo mirino Facebook, Google e le Big tech. Nella Ftc Chopra si è costruito una reputazione di paladino dei diritti dei consumatori che non fa sconti ai colossi del digitale.

Gli Usa verso una normativa per l’open banking

La prossima mossa del director del Cfpb potrebbe essere dunque far approvare la normativa sull’open banking proposta già dall’amministrazione Trump ma rimasta incompiuta. La nuova regola potrebbe arrivare nel giro di alcuni mesi e costringerebbe le banche e altre società finanziarie a permettere ai consumatori di scaricare i loro dati che riguardano il conto, i pagamenti, le transazioni e gli investimenti e di condividerli con altre società. Questo renderebbe più facile per le persone, per esempio, passare da una banca all’altra.

Le risposte delle Big tech al questionario sui dati finanziari resteranno confidenziali ma aiuteranno l’agenzia che protegge gli interessi dei consumatori nel settore finance a definire la regola sull’open banking e altre eventuali norme future.

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