IL CASO

Bitcoin e criptovalute in picchiata: fine dell’età dell’oro?

Ultima settimana disastrosa: perso un terzo del valore. Cosa succederà adesso? Crisi passeggera o segnale di un cambiamento alle porte? Intanto si lavora alla creazione di un organismo di controllo a livello globale

13 Mag 2022

A. S.

E’ un periodo delicato e difficile quello che Bitcoin sta attraversando insieme all’intero mondo delle criptovalute. La moneta virtuale è arrivata a perdere un terzo del proprio valore nelle ultime otto sessioni, pari a 13mila dollari per ogni bitcoin, tornando al di sotto dei livelli che aveva registrato alla fine del 2020.

Il valore della criptovaluta è arrivato nelle ultime ora al minimo di 26.970 dollari, per poi risalire leggermente a 27.870, che rimane comunque il livello più basso dal 2021, anno in cui aveva registrato anche il proprio valore più alto, i 69mila dollari di novembre. Ad accompagnare la discesa di bitcoin c’è quella di tutte le principali criptovalute, mente una vera e propria tempesta sta riguardando il mondo delle stablecoin, le criptovalute agganciate al valore del dollaro.

Ma a ben vedere il momento di difficoltà del settore non è a sé stante, dal momento che la flessione riguarda in generale i titoli tecnologici in Borsa, e accompagna la difficoltà generale dei mercati finanziari, dovuta alle turbolenze internazionali causate dalla guerra in Ucraina, con l’accentuarsi dell’inflazione, la perdita del potere d’acquisto delle famiglie, e il sensibile aumento dei costi dell’energia.

Secondo molti analisti, quindi, non si tratterebbe di una crisi che riguarda esclusivamente il mondo delle criptovalute, ma della conseguenza delle difficoltà più generali che riguardano molti mercati finanziari a livello globale, testimoniato dal -6,4% registrato dal Nasdaq soltanto nell’ultima settimana.

Nello specifico, ieri Bitcoin è arrivata a perdere in 24 ore il 6,28 del proprio valore, mentre Ethereum ha lasciato sul terreno il 13,46%, attestandosi su un valore di 1.989 dollari. In generale il mercato delle criptovalute ha perso ieri 200 miliardi di dollari secondo i dati di CoinMarketCap. Coinbase, la più importante piattaforma di trading di criptovalute negli Stati Uniti, ha perso ieri al Nasdaq il 14%, proseguendo nel tren negativo degli ultimi giorni.

La crisi delle stablecoin

A evidenziare il momento di difficoltà delle stablecoin c’è la situazione di Terra, con Terraform Labs che ha deciso di sospendere le nuove transazioni sulla blockchain Terra dopo che il valore della stablecoin TerraUSD è sprofondato sino a 23 centesimi, mentre Luna è arrivata quasi ad azzerare il proprio valore. TerraUSD è una stablecoin algoritmica che utilizza codici per mantenere il suo valore intorno a un dollaro, e ha sofferto anche del fatto di non essere sostenuta da asset reali, ma di essere “governata” da un algoritmo. Quanto a Luna Foundation Guard, no profit creata dal fondatore di Terra Do Kwon, ha come riserva 3,5 miliardi di dollari di Bitcoin.

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Ma a scendere sotto il dollaro, valore di riferimento per le stablecoin, è stata anche la realtà più importante e solida del comparto, Tether, che ha toccato i minimi dal 2020, prima di rassicurare i mercati redendo pubblica la propria intenzione di mantenere “a tutti i costi” il proprio ancoraggio alla moneta statunitense, annunciando anche la possibilità di vendere i bond americani in proprio possesso per difendersi dal momento difficile.

Binance sbarca in Italia

Ad annunciare una sede in Italia per la piattaforma di trrading di criptovalute Binance è in un’intervista a Repubblica il fondatore Changpeng Zhao: “Abbiamo registrato Binance Italy un mese e mezzo fa – spiega il manager canadese di origine cinese, nella top 20 degli uomini più ricchi al mondo – e stiamo prendendo un ufficio, probabilmente a Milano. Se otterremo la licenza assumeremo programmatori, addetti al servizio clienti, qualche centinaio di persone nei primi due anni, in caso contrario la presenza sarà minima”. “Le piattaforme dove si scambiano le criptomonete vanno regolate, non c’è alternativa: questo è l’unico modo per incoraggiare l’adozione di massa”, aggiunge.

Regole internazionali in arrivo?

 Intanto i regolatori internazionali potrebbero presto creare un nuovo organismo che sarà incaricato di dettare le norme sulle criptovalute, secondo quanto anticipato da Reuters, citando Ashley Alder, presidente dell’International Organization of Securities Commissions (Iosco). Il boom registrato negli ultimi anni dai cripto asset, secondo l’analisi dell’esperto, è una delle aree principali su cui le authority sono concentrate in questo momento, insieme all’emergenza Covid e ai cambiamenti climatici. “Se consideriamo i rischi di cui ci dovremo occupare – spiega Alder – sono diversi: c’è un muro di preoccupazioni che monopolizza il confronto a livello istituzionale”: si va dalla cybersecurity alla resilienza sul piano operativo, fino ai requisiti di trasparenza.

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