MERCATI

Bitcoin sotto i 20mila dollari e crollano anche le altre criprovalute

Le dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, sul rialzo dei tassi di interesse impattano sul valore delle valute virtuali. Bitcoin ha perso il 71% dal suo massimo storico di 70mila dollari

29 Ago 2022

Lorenzo Forlani

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Il Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 20 mila dollari, fino a 19840, in calo del 1,5% dalla chiusura precedente, del 58% dal massimo annuale e del 71% dal suo massimo storico di 70 mila circa, raggiunto a novembre 2021.

All’indomani del crollo di Wall Street, innescato dalle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che ieri nel suo discorso a Jackson Hole ha detto che la Banca centrale americana deve continuare ad alzare i tassi d’interesse, perde terreno la prima criptovaluta e l’intero comparto delle monete digitali, la cui capitalizzazione di mercato è scesa sotto al trilione.

Ether, la moneta legata alla blockchain di Ethereum, che per via dell’annunciato “merge” nelle ultime settimane aveva performato meglio di Bitcoin, è scesa del 2,7% rispetto alla chiusura precedente; performances simili – con calo dall’1 al 5% – sono state registrate da tutte le prime quindici monete digitali, da Solana a Cardano, passando per Polygon e Polkadot. Solo Litecoin, ventunesima per capitalizzazione di mercato, ha fatto registrare un +2%.

Possibile ulteriore calo sotto ai 19.500 dollari

Bitcoin, che l’ultima volta era sceso sotto ai 20 mila dollari lo scorso luglio, era rimasto al di sopra di questa soglia per alcune settimane, incontrando poi una resistenza attorno ai 25 mila dollari a metà agosto, per poi calare gradualmente. Edul Patel, ceo della piattaforma d’investimento Mudrex, ha riferito a Livemint che se oggi Bitcoin chiudesse sotto ai 19500 dollari, ci sarebbe un’alta probabilità di vederlo scendere ulteriormente, verso un livello di supporto inferiore. Secondo Katie Stockton della Fairlead Strategies, quest’ultimo nel lungo termine si attesterebbe tra i 18300 e i 19500 dollari, mentre Mark Newton di Fundstrat ne avrebbe individuato un altro a 17500 dollari.

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Decisive le politiche della Fed

Le ultime due settimane sono state piuttosto difficili per il settore delle criptovalute, con 288 milioni di dollari in posizioni “long” liquidati lo scorso venerdì ed altri 562 milioni liquidati lo scorso 19 agosto, secondo i dati di Coinglass. Le difficoltà del settore sono cominciate già ad inizio anno, stimolate soprattutto dalle politiche monetarie della Federal Reserve, che ha alzato diverse volte i tassi di interesse per combattere l’inflazione. Una serie di celebri criptovalute sono di fatto fallite, la più celebre delle quali Terra-Luna, provocando un effetto domino di blocco ai prelievi da parte di una serie di exchange, licenziamenti e perdite ingenti agli investitori.

In generale, nel 2022 le criptovalute sono risultate sempre più legate all’andamento dei mercati globali – dal quale sembravano essere tradizionalmente slegate -, registrando vistosi cali all’indomani delle decisioni della Fed. Il presidente Powell ha più volte ribadito che la Banca centrale dovrà necessariamente mantenere i tassi d’interesse alti per ridurre l’inflazione, e che al momento è prematuro pensare ad un’inversione del corso.

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