Bitcoin supera quota 1.000 dollari - CorCom

MONETA VIRTUALE

Bitcoin supera quota 1.000 dollari

Su Mt.Gox, piattaforma web di scambio della valuta virtuale, toccati per la prima volta i 1.140 dollari. Ma la circolazione resta limitata: 12 milioni di unità per un valore di 12,9 miliardi di dollari

28 Nov 2013

L.M.

Il prezzo di Bitcoin, la moneta digitale, ha superato per la prima volta i 1000 dollari. All’inizio del 2013 ne valeva solo 13, mentre la settimana scorsa era volata a 900 dollari, registrando una crescita del 400% in meno di un mese. Ora al Mt.Gox, la piattaforma online più conosciuta per lo scambio di Bitcoin, la moneta virtuale è arrivata a toccare i 1.140 dollari, quotazione peraltro in continua evoluzione.

La circolazione di Bitcoin è limitata e attualmente non supera i 12 milioni di unità, pari a un valore di 12,9 miliardi di dollari ai prezzi attuali.

Con il crescente successo della moneta virtuale, si è intensificato il dibattito su questa forma di pagamento alternativo, da alcuni considerato a rischio perché in passato usato anche per finanziare attività criminali, da altri considerato invece una grande opportunità. Gli Usa, in particolare, stanno seriamente pensando a una sua regolamentazione.

In una recente audizione al Senato convocata dalla Commissione Homeland Security and Governmental Affairs, Mythili Raman, della divisione crimini del Dipartimento di Giustizia, ha dichiarato: “Bitcoin può essere un mezzo di scambio legale. Noi tutti riconosciamo che le valute virtuali, di per se stesse, non sono illegali”. Sulla possibilità di trasformare Bitcoin in una moneta vera e propria è intervenuto anche il vice procuratore generale dell’Fbi, Peter Kadzik: “I sistemi di moneta virtuale possono essere gestiti da malintenzionati, come avviene per qualsiasi altro servizio finanziario, ma i sistemi di pagamenti online centralizzati non variano in modo significativo sia nel tipo che nel grado di illeciti finanziari che possono rappresentare”.

Qualche dubbio solo dalla Federal Reserve, la banca centrale americana che ha sottolineato di non avere l’autorità per supervisionare direttamente queste valute a meno che siano emesse da un’istituzione bancaria che ricade già sotto il controllo della Fed.

Invece la Security and Exchange Commission (Sec), ente statunitense che vigila sulla Borsa, ha indicato che potrebbe considerare la moneta virtuale Bitcoin come una security e quindi considerarla oggetto di regolamentazione.

Secondo gli esperti tra le cause del successo di Bitcoin c’è il ‘fattore Cina’. Le operazioni di cambio tra lo yuan cinese e questa valuta virtuale rappresentano ormai il 21% del totale nella Repubblica popolare cinese. A titolo di confronto, il volume di transazioni valutarie in euro rappresenta appena il 6%. I cinesi, scrive in un articolo il giornale tedesco “Die Welt“, si fidano perché al contrario delle valute che esistono come denaro contanti la divisa internettiana non rischia di essere stampata a volontà da governi proni a politiche inflazionistiche o di deficit spending.