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IL PROVVEDIMENTO

Blockchain a norma di legge, San Marino vara il decreto

Fissate le regole per le applicazioni della tecnologia con l’obiettivo di delineare un quadro sicuro e trasparente per gli investitori internazionali. Disciplinata l’emissione di utility token e definiti sgravi fiscali per i player del settore. Il segretario di Stato Zafferani: “Rilanciamo il Paese all’insegna dell’innovazione”

28 Feb 2019

Federica Meta

Giornalista

Garantire maggiore trasparenza, chiarezza e semplicità sulle norme per le applicazioni della Distributed Ledger Technology. Con questo obiettivo la Repubblica di San Marino ha presentato il nuovo Decreto Delegato Blockchain, tassello cruciale per il rilancio dell’economia del Paese all’insegna dell’innovazione.

“Siamo la Repubblica più antica del mondo e siamo orgogliosi di iniziare una trasformazione guidata dalla tecnologia – spiega il Segretario di Stato Andrea Zafferani – Il nostro obiettivo è quello di far crescere il settore dell’innovazione che è al centro della nostra nuova strategia di sviluppo. Vogliamo rendere il nostro Paese un hub tecnologico a livello internazionale e un partner legislativo per tutti coloro che vorranno sviluppare i propri progetti blockchain nella nostra realtà, potendo ritrovarvi un terreno fertile e un quadro giuridico ideale. In questo senso, il Decreto Blockchain rappresenta un tassello fondamentale di un percorso che abbiamo già intrapreso con il recente varo di un Decreto Innovazione, specificamente rivolto alle imprese ad alto contenuto tecnologico, sia start-up che grandi aziende, anch’esso frutto della collaborazione con San Marino Innovation, e che proseguirà con altre iniziative”.

San Marino ha scelto un percorso misto di norme di legge e competenze di enti regolatori: è stato scelto il decreto delegato come strumento fondamentale per consentire un pronto adeguamento di pari passo con gli avanzamenti della tecnologia e, al contempo, sono state individuate diverse funzioni regolamentari in capo a San Marino Innovation.

Secondo il decreto, nel momento in cui un ente Blockchain (soggetto giuridico che ha ottenuto un particolare riconoscimento da parte di San Marino Innovation) emetterà strumenti digitali (token) per farli acquistare dagli utenti (la cosiddetta Ito, Initial Token Offering) dovrà sottostare a specifiche regole, alcune comuni a entrambe le categorie di token: whitepaper e nota di sintesi, oltre all’obbligo di effettuare una pubblicità relativa all’offerta di token che sia chiaramente identificabile e che rechi informazioni accurate e non ingannevoli.

Nel caso di token di investimento – una tipologia che necessita di un livello più alto di tutela – per l’offerta al pubblico sarà necessario predisporre un prospetto informativo, in linea con le previsioni della Lisf e della Direttiva Europea “Prospetti”, da presentare all’Istituto per l’Innovazione della Repubblica di San Marino (San Marino Innovation)

Per le offerte non al pubblico di token di investimento sarà necessario presentare un whitepaper arricchito, senza necessità di presentare il prospetto informativo.

San Marino Innovation avrà quindi il potere di condizionare l’offerta grazie a una serie di misure rafforzate a tutela dell’utente e del mercato. L’istituto potrà richiedere un’integrazione delle informazioni fornite dall’ente Blockchain, al fine di preservare la trasparenza e la credibilità del sistema, così come proibire o sospendere l’offerta in caso di violazione delle disposizioni di legge.

Una peculiarità della proposta sammarinese è poi l’utilizzo dell’istituto del trust come veicolo per la gestione dell’attività di emissione dei token.  Tramite il ricorso all’istituto del trust si rafforzerà la tutela degli utenti, dal momento che la gestione dell’emissione dei token e la gestione dei rapporti con gli utenti dovranno avvenire in maniera del tutto separata rispetto all’attività del soggetto emittente.

Sul fronte fiscale e contabile, San Marino ricorre a un meccanismo di assimilazione che considera i token di utilizzo come valute estere e quelli di investimento come azioni, strumenti finanziari partecipativi o titoli di debito dell’emittente a seconda dello strumento sottostante. Questo approccio consentirà a quanti vorranno utilizzare la Blockchain di conoscere esattamente il regime di tassazione cui saranno soggetti, senza margini di interpretazione, e garantirà l’attrattività del sistema.

Il provvedimento prevede infine anche un’esenzione fiscale ai fini Igr per quanto riguarda i redditi realizzati attraverso operazioni effettuate con i token disciplinati nella disposizione. Si punta così ad attrarre investitori, ma non di aprire il mercato indiscriminatamente, grazie al vaglio molto rigido in termini di qualità dei capitali che verranno “lasciati entrare”, con adeguate verifiche in forma rafforzata e presidi anti-riciclaggio.

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