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ANTEPRIMA CORCOM

Blockchain, pronte le linee guida Agid

Stando a quanto risulta a CorCom, su impulso della ministra Pisano, l’Agenzia ha accelerato l’elaborazione degli standard tecnici e dei requisiti per le tecnologie basate su registri distribuiti. Le regole serviranno a rendere operativi, anche nel nostro Paese, gli smart contracts così come previsto dal decreto Semplificazioni

16 Gen 2020

Federica Meta

Giornalista

In arrivo le linee guida Agid sulla blockchain. Stando a quanto risulta a CorCom è pronto il provvedimento contenente gli standard tecnici e i requisiti delle tecnologie basate su registri distribuiti, così come previsto dal decreto Semplificazioni del febbraio 2019 convertito in legge. La norma stabiliva che spettasse all’Agenzia per l’Italia digitale, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge e dunque  entro maggio 2019, pubblicare le regole tecniche. Regole che però non erano state varate per tempo. In questi mesi, su impulso della ministra dell’Innovazione Paola Pisano, il processo ha subito una forte accelerazione.

Le linee guida Agid sono cruciali per rendere operativi gli smart contracts, istituto introdotto appunto dal Dl Semplificazioni che riconosce a questi un valore legale parificandoli, in molti casi, agli accordi redatti in cartaceo.

“Si definisce smart contract un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse – si legge nel testo – Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia Digitale con linee guida da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge”.

In pratica le regole dell’Agenzia stabiliscono gli standard tecnici che le tecnologie blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica, in coerenza con la normativa europea e nazionale così come le procedure di identificazione delle parti interessate da uno smart contracts.

Cos’è e come funziona la blockchain

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La tecnologia blockchain, inizialmente utilizzata per la gestione della moneta virtuale Bitcoin, è una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio di valute, la loro tracciabilità e soprattutto di conoscere l’identità dei soggetti che effettuano le operazioni. In sostanza, la blockchain è un “libro mastro”, un registro in cui si tiene traccia delle operazioni di scambio di valuta e in cui si “registra” l’identità dei titolari di valuta. Ciò consente ad esempio di verificare in qualsiasi momento e in tempo reale l’ammontare di valuta in capo a specifici soggetti senza possibilità di errore in termini quantitativi e di riconoscimento dell’identità. L’operazione è analoga a quella che viene effettuata dalle banche quando tengono traccia del denaro che transita attraverso i propri conti correnti. E non a caso è già stata indicata come la tecnologia alla base del prossimo venturo Internet of finance. Diversamente dalle piattaforme in capo alle banche, che sono di proprietà delle banche stesse e utilizzabili a livello centralizzato, la blockchain è una tecnologia “open” e “free” utilizzabile online da qualsiasi privato e organizzata come un maxi database distribuito. Chiunque può scaricarne una “copia”, ossia accedere al sistema: le identità sono protette da crittografia intelligente.

Cosa sono gli smart contracts

Gli smart contracts sono software basati su tecnologia blockchain che definiscono le regole e le penali di un contratto nello stesso modo di un contratto “cartaceo”. Nel caso dei “contratti intelligenti” il software rende automatico il pagamento quando si verifica una condizione stabilita dall’accordo.

Il primo passo è la stipula del contratto che successivamente viene inserito un sistema blockchain, nel quale i partecipanti controllano l’esattezza dei dati inseriti nel contratto. Una volta superato questo step un “agente terzo”, che può essere anche un app per smartphone, monitora che le condizioni stabilite nel contratto si verifichino.   Non appena l’app invia il segnale alla blockchain che una o più condizioni si sono compiute, quest’ultima rende automatica l’esecuzione dello smart contract.

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