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Blockchain, si muove la PA italiana: ecco le best practice nazionali

Regione Lombardia, Comune di Bari e Ministero dell’Economia fra le realtà più attive. È quanto emerge dal report “Blockchain in the public sector” a firma di Bdo. Molte le opportunità ma restano da sciogliere il nodo costi e le complessità tecnologiche. E va definita la cornice regolatoria

12 Ott 2020

Mi Fio

Le pubbliche amministrazioni italiane stanno guardando con forte interesse al tema Blockchain e stanno iniziando a sperimentare. E sono Regione Lombardia, Comune di Bari e Ministero dell’Economia e delle Finanze a rappresentare già delle best practice. È quanto emerge dal report “Blockchain in the public sector” a firma di Bdo, i cui risultati sono stati anticipati a CorCom.

Molte pubbliche amministrazioni in Italia si sono attivate, dalle dogane alla motorizzazione, come segnale che hanno compreso la portata innovativa della tecnologia e stanno iniziando a sperimentarla”, spiega Bdo a CorCom. “L’Italia è entrata nella European Blockchain Partnership e se guardiamo ai numeri del mercato, che ci arrivano dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, vediamo che i progetti sono in crescita, come anche le risorse stanziate”.

Tra le regioni più attive c’è dunque Regione Lombardia che, dopo aver sperimentato la tecnologia per il premio “Lombardia è Ricerca”, ha scelto il Comune di Cinisello Balsamo per applicare la Blockchain al progetto “Nidi gratis”. L’obiettivo – si legge nel report – è semplificare e velocizzare l’accesso al bando, attraverso una piattaforma che verifichi in modo automatico il possesso di tutti i requisiti per l’azzeramento della retta.

A livello comunale si è già mosso il Comune di Bari che ha sperimentato la Blockchain in un progetto per la digitalizzazione del processo di gestione delle polizze fideiussorie. Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha già iniziato a utilizzare la Blockchain per due progetti: PoSeID-on, piattaforma per la gestione e protezione dei dati personali, e SunFish, soluzione di federazione sicura tra cloud differenti per la condivisione protetta di dati.

In ambito universitario, diversi atenei si stanno attrezzando per certificare le lauree con una notarizzazione su Blockchain – evidenzia il report -. L’Università di Milano-Bicocca ha introdotto un sistema blockchain per garantire agli studenti la validità e l’integrità di documenti e certificati ufficiali sul web.

La Legge di Bilancio 2019 – ricordano gli analisti- ha previsto lo stanziamento di fondi per la promozione e lo sviluppo di progetti basati sulla Blockchain, sull’Intelligenza Artificiale e sull’Internet of Things. Quarantacinque milioni in totale per un fondo ad hoc con una dotazione di 15 milioni di euro per ogni anno: 2019, 2020 e 2021, con l’obiettivo di accrescere la competitività e la produttività del sistema economico, in linea con quanto stabilito nel programma Industria 4.0.

Pubblica Amministrazione, Sanità e Servizi Sociali guidano il comparto dei settori maggiormente orientati a rivedere i propri processi e funzioni in relazione alla blockchain. Ma restano molti ostacoli sul cammino: dalla survey di Bdo, che ha preso in esame l’area Emea, America e Asia-Pacifico, le organizzazioni pubbliche sembrano essere consapevoli delle potenzialità della blockchain ma sono ancora pochi coloro che hanno una conoscenza reale di questa tecnologia. Il 30% dei partecipanti ha dichiarato di averne una minima conoscenza pratica mentre il 56% ha dichiarato di avere una conoscenza teorica.

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La percentuale più alta dei partecipanti rappresenta la Pubblica Amministrazione (28%), che include principalmente governi, enti federali e corporation governative; al secondo posto troviamo le Amministrazioni municipali (20%), che includono organizzazioni e comunità locali; il terzo settore maggiormente rappresentato è quello della Sanità e dei Servizi Sociali (15%).

Circa il 57% delle organizzazioni che hanno preso parte alla survey si dice fiducioso sul fatto che la blockchain sia la tecnologia più giusta per il settore pubblico e che possa essere utile per risolvere alcune problematiche legate ai servizi: come ad esempio l’implementazione dei pagamenti elettronici, che permetterebbero una riduzione dei costi e faciliterebbero il contrasto alla corruzione all’interno del settore. Ma l’80% ritiene che via sia una mancanza di regolamentazione della materia; il 75% considera dispendiosa l’implementazione della tecnologia e il 66% lamenta una mancanza di volontà politica.

Ancora del tutto insoddisfacenti i dati di utilizzo concreto di questa tecnologia: solo l’8% ha effettivamente lanciato delle soluzioni basate su blockchain, a fronte di un 35% che è in fase di sperimentazione e di un 43% ancora in fase di studio sei suoi possibili utilizzi.

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