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IL CASO

Boeing 737 Max, una task force per valutare la sicurezza del software

La Federal Aviation Administration ha annunciato che il velivolo potrà riprendere a volare solo dopo l’analisi di un gruppo di lavoro composto da esperti di agenzie americane

08 Mag 2019

Antonio Dini

Un tavolo di esperti, i migliori a disposizione negli Usa, e soprattutto quelli non compromessi da alcun conflitto di interessi, scendono in campo per risolvere il più grande intoppo dell’industria aeronautica civile americana dei tempi moderni.  Il problema è quello nato con il doppio incidente dei Boeing 737 Max, la versione più moderna dell’aereo per il corto e medio raggio dell’azienda di Seattle, che, oltre ad aver causato la morte di 346 persone, ha portato alla messa a terra della flotta di aerei utilizzati da svariate compagnie aeree in tutto il mondo e a sospenderne la produzione. Il danno per Boeing è come immaginabile enorme e poter far ripartire sia le operazioni che la produzione dopo l’approvazione delle correzioni software è di primaria importanza per gli ingegneri di Seattle. Ma non è affatto facile.

Scoprire infatti quali sono stati gli errori del software (e del suo processo di approvazione portato avanti dalla Faa, la Federal Aviation Administration) richiede un lavoro molto grande sia in termini di complessità tecnica che di responsabilità finale. E per questo dovrà essere condiviso dai vertici delle principali amministrazioni interessate negli Stati Uniti.

Ecco dunque perché il comitato di esperti sarà composto dalla stessa Faa, dalla US Air Force, dalla Nasa, e dal Volpe National Transportation Systems Center. Si tratta di esperti che non erano mai stati coinvolti nel processo di certificazione dell’aereo e che quindi sono liberi da qualunque conflitto di interessi. Il loro mandato, secondo la Faa, è “informare direttamente la Faa di qualsiasi decisione concernente il ritorno in servizio sicuro della flotta di Boeing 737 Max”.
Intanto Boeing ha sottoposto formalmente alla Faa il suo fix per il software degli aerei e si attende adesso che venga condotta la procedura di revisione e approvazione. La politica però vorrebbe uno sforzo maggiore: il Congresso Usa ha infatti chiesto che la Faa conduca una revisione indipendente dei sistemi coinvolti nel doppio, drammatico e mortale incidente aereo dei mesi scorsi. Una revisione che coinvolge soprattutto il sistema anti-stallo che è entrato in funzione durante le manovre di decollo.

Il comitato deve valutare se le migliorie proposte da Boeing per il suo MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System) saranno sufficienti a garantire la sicurezza dei voli futuri e a risolvere tutti i problemi esistenti. «Il comitato – ha spiegato con un comunicato la Faa – è incaricato di valutare gli sforzi fatti da Boeing e da Faa per aggiornare il software del sistema di controllo del volo dei Boeing 737 Max. Il comitato investigherà tutte quelle parti che richiedono un certo approfondimento prima che la Faa possa approvarne i cambiamenti rispetto alla certificazione originaria».
La crisi originata dal doppio incidente aereo, e dalla lentezza con la quale la Faa ha reagito – attendendo giorni prima di mettere a terra la flotta di Boeing 737 Max attiva negli Usa, mentre l’Europa e altre parti del mondo avevano tempestivamente bloccato i voli di questa variante del popolare Boeing 737 – è ancora un problema significativo per Boeing. L’azienda di Seattle infatti non solo vede la flotta dei suoi velivoli già venduti messa a terra per problemi di progettazione (cosa che apre la strada a giganteschi risarcimenti danni) ma inoltre deve fermare la produzione del suo aereo che vende di gran lunga più di tutti gli altri modelli.

Il comitato creato dalla Faa non è l’unico ovviamente che sta lavorando sulla revisione del software e dei fix proposti da Boeing. C’è anche ad esempio il comitato nominato da Elaine Chao, ministro dei Traposto di Donald Trump, che deve indagare sulla certificazione. Inoltre anche l’ispettore generale del Dipartimento dei traporti, i pubblici ministeri federali e il legislatore americano stanno facendo delle indagini su cosa sia accaduto e le misure che Boeing sta mettendo in piedi per contrastare e risolvere il problema.

C’è infine un altro gruppo di lavoro, con rappresentanti di dieci differenti enti regolamentatori di aspetti diversi delle attività di volo civile negli Usa, che ha avviato una sua indagine che richiederà almeno 90 giorni per essere portata a termine. Il completamento dell’indagine, secondo la Faa, non potrà essere però una limitazione per la eventuale rimessa in servizio dei Boeing 737 Max 8. L’obiettivo negli Usa è infatti chiaramente quello di far tornare a volare il Boeing 737 Max: in sicurezza ma anche il prima possibile.

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