Bollette a 28 giorni, Calenda: "Pronti divieti e sanzioni" - CorCom

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Bollette a 28 giorni, Calenda: “Pronti divieti e sanzioni”

Il ministro dello Sviluppo ribadisce le misure in manovra: “Sul pregresso decide l’authority”. Asstel chiede un incontro con ministro e parlamentari per scongiurare la legge ad hoc. Allo studio di Agcom inasprimento delle multe a carico degli operatori

24 Ott 2017

Bollette a 28 giorni, si stringono i tempi. Calenda ribadisce che in manovra ci sarà “certamente” una misura “pro-futuro”. Mentre è allo studio di Agcom l’ipotesi di raddoppio delle sanzioni a carico degli operatori Tlc e un emendamento Pd al decreto fisco chiede un rimborso forfettario a favore degli utenti. Il tutto mentre Asstel ribadisce la legittimità della fatturazione a 28 giorni perché si tratta “a tutti gli effetti di una componente dell’offerta commerciale” ha fatto sapere oggi l’associazione annunciando di aver chiesto un incontro con il ministro Calenda: “Gli operatori sono sempre stati e sono disponibili al dialogo con le istituzioni – dice Asstel -, purché si rispettino i principi della libera concorrenza, tra i quali è fondamentale quello della libertà di determinare le condizioni di offerta dei servizi”.

Calenda ribadisce che sarà approvata nelle prossime settimane una norma ad hoc per riportare la fatturazione a 12 mesi su Twitter scrive “Vedo confusione. Il Governo varerà norma con divieto e sanzioni, sul pregresso, sanzioni etc, la competenza e’ delle Autorita’”. Si tratterà di una misura “pro-futuro” (nessuna norma può essere retroattiva). “Il tema – ha detto il ministro – che non riguarda me è il pregresso. E’ chiarissimo che si tratti di una pratica commerciale scorretta”. Riguardo a un eventuale incontro con gli operatori “possiamo farlo – ha detto Calenda – ma il tema per noi è già definito”.

Sul tema sanzioni la valutazione spetta all’Agcom. Telecom Italia e Wind Tre, sotto accusa insieme a Vodafone e Fastweb per la bolletta a cadenza “lunare”, secondo la Repubblica avrebbero proposto al Garante la disponibilità ad abbandonare la fatturazione a 28 giorni (ma mantenendo l’aumento delle tariffe: la spesa verrebbe dunque spalmata su 12 bollette anziché su 13), in cambio di una norma salvagente che li metta al riparo dal diritto di recesso (assicurato dal Codice delle comunicazioni elettroniche). Agcom starebbe studiando strade utili a inasprire le sanzioni contro i 4 operatori: se il Codice attualmente permette multe da 580mila euro, l’ultima legge sulla concorrenza permetterebbe però di raddoppiare l’importo: e il Garante punta a applicare questa cifra raddoppiata a ogni singola offerta “a 28 giorni” degli operatori.

“Una risoluzione parlamentare ha un valore politico molto forte, e fissa per il governo impegni precisi – ha detto Michele Meta presidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera -. Quella a mia prima firma contro la tariffazione a 28 giorni, votata all’unanimità nelle scorse settimane dalla Commissione, ha gettato un seme; ora ci attendiamo di raccogliere i frutti gia’ nella manovra di bilancio, nella quale il Partito democratico ha gia’ presentato appositi emendamenti”.

Un emendamento depositato dal Pd al Senato a firma Esposito e Marcucci, prevede il divieto, in tutti i settori soggetti ad authority indipendenti, di emettere fatture a 28 giorni, in modo non solo da fermare chi già lo fa, come le Tlc o le pay tv, ma anche per evitare che altri vengano tentati dall’idea. Previsto il raddoppio delle sanzioni e un indennizzo forfait da 50 euro per i clienti.

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