LA RICERCA

Boom di acquisizioni nel post-lockdown: le tech companies trainano il mercato

I dati Refinitiv: corsa su scala globale all’M&A, che genera valore per 2mila miliardi di dollari. Brilla il comparto delle aziende tecnologiche, con operazioni per 350 miliardi e alcuni maxi-deal, come il recente takeover da 40 miliardi di Nvidia su Arm

15 Set 2020

Antonio Dini

Il settore dei “merge and acquisition, M&A, accelera nell’ultima parte dell’anno grazie ad accordi come quello da 40 miliardi di dollari che porterà la proprietà del produttore britannico di chip per smartphone Arm dalla giapponese SoftBank all’americana Nvidia. Infatti, quasi un quinto del totale delle acquisizioni e delle fusioni mondiali del 2020 sono avvenute nel settore tech.

In totale si tratta di 350 miliardi di dollari, che alla fine dell’anno porteranno il totalizzatore a quota mille miliardi di dollari. Ci sono anche altri affari-mammouth all’orizzonte: Verizon sta per comprare la telco mobile messicana Tracfone per 6,25 miliardi mentre Gilead Sciences sta per acquistare la società biotech Immunomedics per 21 miliardi.

I dati raccolti da Refinitiv mostrano che nel 2020 ci sono circa mille e 970 miliardi di accordi che sono stati annunciati sinora, un’ondata ancora più alta di quelle che ci si possono aspettare dopo una crisi economica e finanziaria globale come è stata quella del coronavirus, ma come è stata anche quella del 2008. All’epoca infatti, dopo la crisi, le acquisizioni e fusioni toccarono quota 1.260 miliardi nel 2009 e quota 1.600 miliardi nel 2010.

Secondo il responsabile della strategia per l’equity europea di Morgan Stanley, Graham Secker, “Uscendo fuori da una recessione il costo del denaro tende ad essere più economico e quindi c’è sempre una corsa alle acquisizioni e fusioni”.

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La peculiarità di questo ciclo è data dal peso del settore tech, che ammonta a 351,4 miliardi di dollari, la voce più elevata anche in valore percentuale (17,8%) dal 2000, cioè dai tempi del boom della new economy. Dietro, seguono i servizi finanziari con il 14% del totale, pari a 283,8 miliardi, secondo i calcoli di Refinitiv.

Il numero complessivo delle acquisizioni è stato di 5.966 accordi nel settore tech finora, su un totale di circa 30mila. I dati mostrano anche l’impatto che il coronavirus ha avuto sull’economia mondiale e il ruolo delle piattaforme tecnologiche come strumento divenuto fondamentale nella vita delle persone bloccate a casa dal lockdown.

“In questa fase – ha detto Secker – ha causa dell’incertezza che deriva dal ritorno alla normalità dopo il lockdown, le aziende si chiedono se hanno le strutture di business giuste. Ci sono rischi di cambiamenti strutturali nel comportamento dei consumatori maggiori che dopo le recessioni precedenti a queste”.

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