Brevetti, Intel condannata a pagare 2,18 miliardi di dollari a Vlsi Technology - CorCom

IL PROVVEDIMENTO

Brevetti, Intel condannata a pagare 2,18 miliardi di dollari a Vlsi Technology

Secondo una giuria federale del Texas, il colosso dei semiconduttori deve risarcire l’azienda acquisita nel 1999 da Philips Electronics e poi passata nelle mani di Nxp Semiconductors, che si occupava della progettazione e produzione di circuiti integrati custom e semi-custom. Violati due patent

03 Mar 2021

Domenico Aliperto

Intel è stata condannata a pagare 2,18 miliardi di dollari a Vlsi Technology, azienda che si occupava della progettazione e produzione di circuiti integrati custom e semi-custom acquisita nel 1999 da Philips Electronics e che ora fa parte dello spin-off creato da Philips, Nxp Semiconductors. Vlsi aveva vari legami con Apple: le due aziende, insieme con Arm, hanno contribuito nel 1990 alla nascita di Advanced Risc Machines, meglio nota come Arm, la società nota per l’architettura omonima alla base dei processori di iPhone e dei nuovi Mac M1.

Una giuria federale nel Distretto Occidentale del Texas ha stabilito che Intel avrebbe violato alcuni brevetti, e la sentenza stabilisce il pagamento di 1,5 miliardi di dollari per un primo brevetto, e 675 milioni di dollari per un secondo.

Gli importi in questione sono a quanto pare superiori a quanto sarebbe stato l’obiettivo di Vlsi. Nella documentazione processuale non vi sono indicazioni specifiche, ma fonti del Waco Tribute Herald riferiscono che Vlsi mirava a cifre tra i 750 milioni di dollari e i 2,2 miliardi di dollari. In una dichiarazione, Michael Stolarski, amministratore delegato di Vlsi Technology, ha affermato che l’azienda è stata “lieta che la giuria abbia riconosciuto il valore delle innovazioni riflesso nei brevetti e sono estremamente soddisfatto del verdetto”.

Come si è sviluppato il caso

L’azione legale era stata avviata da Vlsi Technology, che aveva ottenuto i due brevetti contestati da Nxp Semiconductors e che ora possiede l’azienda. I brevetti, riferisce Bloomberg, riguardano modalità per migliorare potenza e velocità dei processori tenendo conto di particolari tecniche in fase di progettazione. I due brevetti erano in origine legati a Freescale Semiconductor e SigmaTel ma i diritti di sfruttamento erano stati acquistati da Nxp nel 2015 e trasferiti a Vlsi nel 2019.

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Vlsi contestava a Intel il mancato pagamento di “royalty ragionevoli” integrando le invenzioni di Nxp nei suoi chip; l’azienda di Santa Clara aveva cercato di contrattaccare, negando in toto le violazioni e affermando di non usare nessuna delle tecnologie legate ai brevetti contestati. Intel aveva accusato anche lo United States Patent and Trademark Office di non essere riuscito a tenere conto che le nozioni alle quali fanno riferimento i brevetti erano già sfruttate da Intel alla presentazione della domanda di registrazione.

Intel aveva poi cercato di dimostrare che Vlsi era quella che in gergo si chiama “entità non praticante” ma la tesi è stata smontata essendo Vlsi attiva sin dal 1979 e riconosciuta nell’ambito della progettazione elettronica industriale, dei circuiti stampati e attività nel campo degli application specific integrated circuit.

“Intel è fortemente in disaccordo con il verdetto della giuria di oggi. Abbiamo intenzione di fare appello e siamo fiduciosi che avremo la meglio”, ha dichiarato la società, le cui azioni ieri hanno chiuso in ribasso del 2,6% a 61,24 dollari.

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