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IL CASO

Brevetti, negli Usa si riapre la contesa Apple-Qualcomm

L’International Trade Commission ribalta il giudizio amministrativo che aveva dato ragione al chipmaker: niente blocco degli iPhone, la Mela non avrebbe violato nessuna licenza. Ecco cosa sta succedendo

27 Mar 2019

Antonio Dini

Due casi separati ma praticamente identici, due giudizi opposti. Con conseguenze ancora una volta differenti. L’insieme di procedimenti che oppongono Qualcomm e Apple negli Stati Uniti segnano un nuovo passaggio. Davanti alla International Trade Commission americana (ITC) vince Apple e quindi perde Qualcomm: niente divieto di importazione degli iPhone nel territorio statunitense. Ma davanti a un giudice amministrativo, che deve giudicare su una causa sostanzialmente identica, la conclusione è all’opposto, e la ragione passa dalla parte di Qualcomm, anche se qui, invece, non viene applicata la sanzione del divieto di importazione, in attesa di una revisione da parte dell’agenzia americana.

I casi coinvolgono lo stesso problema: l’utilizzo da parte di Apple per i suoi telefoni di alcuni chip realizzati da Intel. Nella lunga sequenza di cause legali, Apple accusa Qualcomm di gestire delle pratiche scorrette e ingiustamente gravose di licenza commerciale dei suoi brevetti, mentre Qualcomm a sua volta accusa Apple di aver violato i suoi brevetti.

E, secondo Qualcomm, il divieto di importazione degli iPhone dalla Cina dove vengono prodotti è giustificato perché la violazione di uno dei brevetti dell’azienda di San Diego le crea un pregiudizi molto grande.

Qui le decisioni divergono. La ITC, la commissione per il commercio internazionale americana ritiene che non sia tanto un problema se Apple abbia violato o no il brevetto, quanto del fatto che questo in prima battuta non avrebbe dovuto essere assegnato. Con questa decisione, il problema della violazione viene sostanzialmente aggirato e non c’è modo di portare avanti la causa e quindi il divieto.

Qualcomm ha portato la causa davanti alla ITC perché, a differenza di un giudice federale che può comminare sanzioni pecuniarie e altri tipi di risarcimento economico (cose che la ITC di per sé non può fare), la commissione per il commercio ha invece il potere di determinare se un certo prodotto viola un brevetto registrato negli Stati Uniti e bloccare le importazioni del prodotto in questione.

Opposta la questione davanti ad altri giudici americani: un giudice amministrativo infatti ha trovato Apple colpevole di aver violato due brevetti relativi alla gestione della batteria e alle modalità di download dei dati. Adesso anche questa seconda pronuncia, dopo essere stata istruita davanti alla ITC, deve essere rivista dai membri della commissione, che sono magistrati di carriera. Secondo gli osservatori è possibile che anche questo secondo giudizio venga bloccato dalla ITC come è accaduto per il caso precedente.

Precedentemente Qualcomm si è vista dare ragione nella violazione di altri tre brevetti e assegnare però come pagamento risarcitorio la modesta cifra di 31 milioni di dollari. Un altro giudizio attende le due aziende ad aprile. Dopo la serie di scontri legali tra Apple e Samsung questa è una delle battaglie in tribunale più grandi di sempre per il settore della tecnologia, partendo dalla causa avviata da Apple più di due anni fa con una richiesta di risarcimento danni da un miliardo di dollari. A parte una serie di accordi, finora la vincitrice è stata Qualcomm, che ha ottenuto il divieto di commercializzazione di alcuni modelli più vecchi di iPhone in Cina e in Germania.

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