Brevetti, Samsung paga a Apple 548 mln Usd: "Ma non finisce qui" - CorCom

LA CAUSA

Brevetti, Samsung paga a Apple 548 mln Usd: “Ma non finisce qui”

La casa coreana accetta di pagare la prima tranche della multa da 930milioni di dollari per aver usato senza autorizzazione alcune tecnologie registrate dai rivali. Ma annuncia nuovi ricorsi e pensa a “controrisarcimenti”

04 Dic 2015

A.S.

Samsung ha accettato di pagare a Apple 548 milioni di dollari come parte dell’accordo per chiudere la controversia sui brevetti in corso da anni tra le due multinazionali. L’accordo è stato rivelato dai documenti depositati ieri da entrambe le parti a un tribunale della California. Il pagamento, in ogni caso, non mette la parola fine alla vicenda, visto che per l’anno prossimo è previsto un nuovo pronunciamento della giustizia statunitense che dovrà stabilire se la casa di Cupertino abbia diritto a ulteriori risarcimenti.

La battaglia legale iniziò nel 2011, quando Apple denunciò che la casa coreana stava utilizzando senza autorizzazione alcune delle sue tecnologie brevettate.

A rivelare l’accordo è stato un documento che riunisce i contenziosi tra le due società depositato presso la corte californiana, secondo il quale Samsung si impegna a versare la somma a Apple entro 10 giorni dalla ricezione della fattura.

Il pagamento è un parte della richiesta di danni da un miliardo di dollari che era stata riconosciuta a Apple nel 2012. L’ammontare totale fu poi ridotto in appello a 930 milioni di dollari, e una ulteriore iniziativa legale della difesa si vide riconoscere la “divisione in due” della cifra: una parte da 548 milioni di dollari per i brevetti tecnologici e una da 382 milioni per l’accusa che Samsung abbia “copiato” anche il packaging di Cupertino. Su questa seconda parte è ancora atteso il giudizio definitivo nel 2016.

Nonostante abbia accettato di pagare la prima parte del risarcimento, Samsung si sarebbe riservato il diritto di riavere indietro il denaro se eventuali ulteriori sviluppi della vicenda dovessero riconoscergliene il diritto, dal momento che l’ “Us patent and trademark office” (Uspto) sta attualmente passando in rassegna alcuni dei brevetti che fanno parte della causa. Dal canto suo Apple ha contestato il diritto di Samsung a un “controrisarcimento” nel caso che i brevetti dovessero rivelarsi non validi. Uno di questi, che riguarda la possibilità di controllare lo zoom delle fotocamere degli smartphone con il movimento “touch” di due dita sullo schermo, è già stato giudicato non valido dalla Uspto, decisione contro la quale Apple ha fatto ricorso.

“Dopo anni in cui non è mai stato riconosciuto nemmeno un centesimo per queste violazioni, il pagamento di più di mezzo miliardo di dollari è una novità significativa – ha commentato sul suo blog l’esperto di brevetti Florian Mueller – In ogni caso la continua incertezza sulla validità di alcuni dei brevetti registrati da Apple, e l’intenzione di Samsung di presentare novi ricorsi, lasciano intendere che il caso è ancora lontano dall’essere definitivamente risolto”.

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