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CAPRI2014

Caio: “Poste motore della digitalizzazione dell’Italia”

L’Ad delinea la sua strategia: logistica efficiente a supporto dell’e-commerce sfruttando anche la leva dei pagamenti digitali “che vogliamo promuovere fra cittadini e Pmi” e gestione del risparmio verso investimenti che aiutino l’economia a crescere

03 Ott 2014

“La trasformazione di Poste è funzionale all’allargamento dell’economia digitale del Paese”; lo ha detto Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, intervenendo oggi al tradizionale convegno di Between a Capri.

Secondo Caio sono tre i punti di forza che le Poste possono mettere a disposizione del Paese “in momento epocale di migrazione dell’economia al digitale”: logistica e corrispondenza; pagamenti e retail banking; gestione del risparmio degli italiani.

Se la rete trasporta i bit, ci vuole anche qualcuno che trasporti gli atomi che vengono trattati sul web. È la missione di Poste, forte della sua presenza capillare nel territorio e della tradizione di distribuzione di pacchi e corrispondenza. Ciò significa che Poste si candida ad essere il trasportatore fisico efficiente di quella transizione verso l’e.commerce cui le imprese (e le famiglie) italiane sono chiamate da una rivoluzione digitale inevitabile.

Se la corrispondenza tradizionale è in forte declino (e da questo punto di vista “vanno ripensati gli obblighi del servizio universale”) quello dei pacchi è un business al rialzo, fenomeno legato proprio alla crescita delle vendite via Internet. “Vogliamo accompagnare le imprese verso l’e.commerce. Il nostro ruolo è raccolta, consegna e pagamento nell’ultimo miglio – ha detto Caio – Ci riusciremo se sapremo dare qualità, efficacia, certezza. La corrispondenza è core business per Poste, non un residuo”.

Rispetto ad altri trasportatori, Poste ha carte in più da giocare: la capillarità di presenza sul territorio, ma anche una lunga esperienza nel transaction banking. “Il nostro ruolo non è proporre servizi cloud, ma aiutare cittadini ed imprese nella transizione verso i pagamenti digitali e abbassare il costo della transazione. Pensiamo a meccanismi inclusivi per spostare sui pagamenti digitali grandi masse di italiani e le pmi, anche grazie a meccanismi ibridi di banconi e web”.

Una sfida “difficile, ma che si basa sulla fiducia che l’azienda ha costruito negli anni”. Già oggi Poste Pay rappresenta il 25% pagamenti online in Italia: “Vogliamo aiutare le imprese a fare evolvere i loro sistemi di pagamento senza caricare sulle loro spalle i costi di una digitalizzazione complessa. Anzi, cercheremo di abbassare i costi delle transazioni elettroniche”.

La terza gamba di Poste è quella del risparmio: “In mondo a tasso zero vogliamo proporre prodotti diversi che consentano ai risparmiatori l’accesso a meccanismi investimento di cui l’intero sistema Italia potrà trarre vantaggio”.

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