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L'INTERVENTO

Catania: “Prossimi 12 mesi cruciali per la rivoluzione delle competenze”

Il presidente di Confindustria Digitale: “Non bisogna mollare ora. Ed è necessario proseguire nella direzione intrapresa. L’Italia è ancora indietro ma molto è stato fatto. La partita si gioca a livello dei territori”

31 Mag 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Per la trasformazione digitale dell’Italia ci vuole continuità d’azione. Il Paese è ancora indietro ma molto è stato fatto rispetto al passato. Ora però non ci si deve fermare e bisogna essere consapevoli che il processo di trasformazione, che è di tipo economico, ci accompagnerà di qui ai prossimi 10 anni”. Il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania tiene puntati forti i riflettori sulla digital transformation che non deve assolutamente essere persa di vista.

Lo “stallo” politico non ha di certo aiutato “ma non bisogna mollare” e soprattutto “bisogna procedere nella direzione intrapresa”, ha detto in occasione della presentazione a Roma del libro-inchiesta “Il web marketing e l’internazionalizzazione”. “C’è ormai consapevolezza diffusa sull’importanza delle tecnologie e del fare innovazione e il digitale è riconosciuto come strumento di crescita economica, politica e sociale”, ha detto evidenziando che la sfida deve ora estendersi ai territori dove la stessa Confindustria Digitale è impegnata in prima fila con i Digital Innovation Hub. “Negli ultimi 18 mesi ho fatto tappa in 96 città”, ha raccontato Catania. “Quel che serve è una leadership sul territorio che aiuti le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, ad adottare il digitale come chiave di volta per una rinnovata competitività”.

Determinante la questione delle competenze sollevata dal presidente di Confindustria Digitale già in tempi non sospetti, ossia ben prima che il tema “esplodesse” diventando la priorità su cui intervenire. Competenze che devono essere “iniettate” anche e soprattutto a livello manageriale: “Le aziende vengono tirate per la giacca da questo o quel fornitore più o meno valido, è necessario che si dotino delle conoscenze necessarie per una scelta strategica ed efficace sulla base delle specifiche esigenze”.

Il tema culturale viene spesso percepito come “astratto”, ha sottolineato Catania: “La cultura parte dal vertice e quindi dal management, altrimenti non se ne viene a capo. Alla stregua di quanto avvenuto nella politica, solo quando il digitale è stato adottato a livello di governo – con il Piano Bul e la strategia Industria 4.0 per citare solo due dei provvedimenti più importanti avviati nell’ultima legislatura – che si sono cominciati a toccare con mano benefici concreti”. I prossimi 12 mesi saranno cruciali – ha concluso Catania – per affrontare il tema delle competenze e cogliere le nuove opportunità”.

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