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Catricalà: più potere all’Antitrust (con i soldi di Calabrò)

Il presidente di Agcm apre il primo convegno del ciclo di incontri organizzati per celebrare i 20 anni di attività. “Il nostro ruolo va rafforzato in particolare nei mercati consumer”

21 Gen 2010

“Devo rendere atto della notevole saggezza del presidente di
Agcom Corrado Calabrò che ha consentito di raggiungere una
mediazione che ha fatto quasi tutti contenti”: il presidente
dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà ha approfittato del
primo convegno del ciclo di incontri organizzati per celebrare i 20
atti di attività di Agcm per ringraziare il suo omologo
all’Autorità delle Comunicazioni. Avendone ben donde: la
“mediazione di Calabrò gli ha risolto per un bel po’ i
problemi di finanziamento: un bel gruzzoletto che grazie alla
disponibilità di Calabrò passa con la Legge Finanziaria da Agcom
all’Agcm.

Calabrò ha certamente gradito il riconoscimento, ma non è dato
sapere se ha gradito altrettanto che il primo dei convegni, quello
di oggi, portasse per tema “La convergenza del settore delle
comunicazioni elettroniche. Lo scenario competitivo di reti,
servizi e contenuti in una prospettiva internazionale”. Temi di
cui si occupa anche l’Antitrust, per carità, ma è proprio
Calabrò ad avere per primo voce in capitolo in materia.

Organizzato in cooperazione con l’International Institute of
Communications (IIC), l’incontro ha visto tra gli altri
avvicendarsi sul tavolo dei relatori studiosi di prestigio nel
mondo delle telecomunicazioni elettroniche come Martin Cave
(Warwick Business School), Ulrich Stumpf (Wik Consult), Peter
Alexiadis (Gibson, Dunn & Crutcher LLP), nonché Augusto Preta in
veste di presidente dell’IIC Italian Chapter.

Per di più tutte le relazioni entravano a piedi giunti nel piatto
delle competenze immediate di Calabrò: Cave (clicca per le slides)
intervenendo su “L’impatto delle discontinuità tecnologiche
sui mercati tradizionali: il modello Internet; Stumpf (clicca qui per le
slides) parlando di “Offerta video, accesso alle reti
broadband e sviluppo do Ngn”; Alexiadis (clicca qui per le slides)
parlando di “Innovazione dei servizi e distribuzione broadband:
Accesso al contenuto, copyright e competizione di mercato). Per di
più una sessione era presieduta da Enzo Cheli, che fa sì parte di
IIC ma è stato anche il predecessore di Calabrò alla presidenza
di Antitrust.

In ogni caso, Catricalà (clicca qui per la relazione
integrale) ha detto chiaramente cosa intende fare dei soldi in
più che sono entrati nel suo budget: rafforzare il ruolo di Agcm,
in particolare nei mercati consumer. Per questo ha bisogno di nuove
norme che gli consentano di allragare e potenziare il suo raggio
d’azione.
"Ora che ci avviamo a presentare al Governo la legge annuale
sulla concorrenza chiederemo di avere altre attribuzioni ha detto-
Tra queste, chiederemo di poter impugnare davanti alla Corte
Costituzionale quelle leggi nazionali e regionali che hanno un
impatto negativo sulla concorrenza, ritenendo la concorrenza un
valore costituzionale da tutelare come ambiente, lavoro,
salute".
Catricalà ha poi sottolineato che, nelle richieste al Governo,
l'Autorità chiederà anche "competenza per impugnare
davanti ai Tribunali amministrativi le determinazioni degli enti e
amministrazioni locali che hanno impatto sulla concorrenza. E lo
faremo con l'Avvocatura dello Stato".

A questo, secondo l'Antitrust, per poter completare la sua
competenza, ha spiegato Catricalà, si potrebbe aggiungere anche la
possibilità "di poter operare con la prevenzione, non solo la
repressione, delle pratiche commerciali scorrette". Il
presidente dell'Antitrust ha detto di pensare, ad esempio,
"a quelle imprese che operano con la pubblicità televisiva e
che potrebbero recedere o modificare spontaneamente messaggi
potenzialmente ingannevoli o pericolosi perché la televisione
entra direttamente in casa dei cittadini. In tal modo si potrebbe
evitare una procedura sanzionatoria". Da ultimo, ha concluso
Catricalà, l'Antitrust chiede "di poter esaminare tutte
le clausole abusive e vessatorie che si annidano nei contratti
standard di massa e che i cittadini sottoscrivono per abitudine
rendendosi conto dopo di quello che hanno sottoscritto".
Catricalà ha quindi espresso "l'auspicio che le richieste
al Governo siano accolte per poter rendere un miglior servizio ai
cittadini".