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FIERA HI-TECH

Ces di Las Vegas, l’Internet of things al centro della scena

La mega-fiera punta tutte le carte sugli oggetti connessi e destinati all’uso quotidiano. A prezzi molto abbordabili. In vetrina strumenti per la connessione di elettrodomestici, televisori 4K low cost e robotica

05 Gen 2015

Antonio Dini

Quando le previsioni diventano realtà. Tra poche ore inizia a Las Vegas il Ces, una delle più importanti fiere di elettronica di consumo al mondo che si terrà da domani 6 gennaio sino alla fine della settimana, con quasi 3.500 aziende che presentano i loro prodotti, novità e strategie per l’anno che è appena iniziato.

Cosa possiamo aspettarci? Secondo gli analisti, nessuna nuova tecnologia “rivoluzionaria” ma tantissima evoluzione e soprattutto “connessione”. Lo spiega anche Patrick Moorhead, analista di Moor Insights and Strategy, secondo il quale «non ci saranno nuove categorie di prodotto, o perlomeno nessuna veramente significativa. Quel che vedo invece è l’emergere di oggetti connessi a internet e tra di loro, alcuni a prezzi molto abbordabili».

L’era della connessione, dopotutto, è una delle previsioni che sono state fatte più volte parlando di Internet of things, l’“Internet delle cose” in arrivo a partire dalla nascita di una nuova generazione di apparecchi capaci di connettersi alla rete, utilizzare sensori e addirittura essere indossate. Certo, a Las Vegas non arriverà lo smartwatch di Apple, lo Apple Watch, che dovrebbe tuttavia fare la sua comparsa entro la fine del primo trimestre dell’anno (più probabilmente a marzo), ma si vedranno invece più strumenti per la connessione degli elettrodomestici e di altri gadget per la casa, sempre più automobili che si guidano da sole (Audi, Toyota, Mercedes, Bmw, General Motors, Volvo e il gruppo Fiat-Chrysler sono partite alla carica per recuperare il vantaggio di Google e portare le prime auto che si guidano da sole sulle strade entro il 2020), televisori 4K che costano molto poco, con buona pace di chi ha comprato un apparecchio lo scorso Natale, sempre più strumenti per la realtà virtuale (a partire dagli occhiali di Google e da Oculus) sino a computer da indossare e qualche piccola meraviglia nel settore della robotica, utilissima soprattutto adesso che l’età media della popolazione in Europa e Giappone avanza, le pensioni evaporano e il costo delle badanti diventa sempre più elevato.

In realtà, come abbiamo detto, questa edizione del Ces sarà più declinata verso “l’evoluzione” che non la “rivoluzione”. Quindi miglioramenti e potenziamenti delle tecnologie esistenti, nuovi ambiti applicativi ma per sistemi che sono già in circolazione da tempo. A fare la differenza sono le reti, infatti, che vedono un miglioramento incrementale. Nessuno porterà ad esempio un nuovo, rivoluzionario computer o una macchina fotografica inedita (o perlomeno, non è immaginabile che lo faccia). È più facile invece immaginare una lavapanni collegata a internet che migliora rispetto al modello precedente dello scorso anno a Berlino, durante l’Ifa che si è tenuta a settembre e che rappresenta l’altra grande fiera della tecnologia di consumo del nostro pianeta.

Questo però non vuol dire che l’edizione di quest’anno del Ces sarà piatta e priva di novità. C’è da attendersi prodotti meno visionari ma più utili del solito: sistemi per la misurazione e gestione intelligente dei consumi di casa, ad esempio, a prezzi davvero popolari, oppure orologi intelligenti e a prezzi contenuti come lo Activité Pop della francese Withings, che permette di misurare via bluetooth una serie di parametri delle nostre attività quotidiane e collegarsi a vari strumenti, il tutto per 150 euro. E poi i soliti droni sempre più sviluppati (il mercato sta decollando in questi mesi), stampanti 3D per il cibo (ideale per i paesi in via di sviluppo o per single poco portati per la cucina), sistemi per controllare il computer, gli apparecchi di casa e il proprio tablet e telefono semplicemente con i gesti della mano (in cui dobbiamo portare uno speciale anello con Rfid).

Insomma, se anche non ci saranno le novità rivoluzionarie, ci saranno quelle evolutive che poi, alla fine, sono quelle che impattano più seriamente sulla vita di tutti noi.

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