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LA RICERCA

Cetif: “Le banche si alleino con le fintech per rimanere competitive”

I risultati della ricerca “Bank as a platform” del Digital Banking Hub promossa con Gft. Paolo Gatelli: “Per non subire le minacce degli Over the top sarà utile collaborare con i nuovi player, che sono veri e propri acceleratori di innovazione”

24 Ott 2018

A. S.

Le banche hanno bisogno di adeguamenti organizzativi e tecnologici, in un ecosistema sempre più aperto e competitivo, per poter saltare sul treno delle nuove opportunità di business aperte dai servizi online. Per essere competitive, in sostanza, le banche dovranno rivedere i propri modelli di business e di servizio. E’ quanto emerge dalla ricerca promossa da Cetif in collaborazione con Gft Italia che ha coinvolto 15 istituti italiani nella cornice del Digital Banking Hub. Se da un lato i consumatori godranno positivamente delle novità introdotte dalle disposizioni della Psd2, che mirano a favorire la competitività, sottolinea lo studio, le banche devono stare al passo, trasformando tale obbligo in opportunità.

La concorrenza è serrata, ed è rappresentata prevalentemente da un ecosistema competitivo sempre più ampio, dove diversi player offrono user experience innovative. “È opportuno distinguere minacce concrete, come quelle che provengono dai cosiddetti Over the top della digital economy, dalle opportunità insite nella collaborazione con la moltitudine di entità che gravitano nell’Universo delle Fintech e che sono il più efficace acceleratore di innovazione a disposizione del comparto bancario – spiega Paolo Gatelli, senior research manager e responsabile della ricerca CeTif – Per una Banca, anche solo concepire il servizio esposto tramite Api come un oggetto monetizzabile è un salto quantico ma necessario. Monitorare e gestire le interlocuzioni in un ecosistema fatto di terze parti, più innovative e dinamiche, è una sfida nella quale molti si stanno cimentando, così come quella di sfruttare l’immenso patrimonio informativo in loro possesso”.

Gli adeguamenti organizzativi e tecnologici dovranno così rendere più semplice il governo di questo nuovo modo di fare banca: “La ricerca – spiega Franco Saracco, sales executive director di Gft Italia – è frutto di una collaborazione che prosegue con successo da diversi anni e vede Gft e CeTif, impegnati attivamente nel settore bancario per interpretare e guidare le evoluzioni business, tecnologiche e organizzative.  In questo contesto di cambiamento, Gft si pone in qualità di system integrator esperto e specializzato sulle nuove tecnologie per affiancare il cliente nella definizione di un modello di intervento, accompagnandolo in tutte le fasi del percorso verso il rinnovamento dei sistemi, garantendo la conformità normativa e ponendo sempre al centro la customer journey. In tale scenario, con riferimento all’Open Banking, sottolineiamo l’importanza del presidio dei rischi Grc (Governance/Risk/Compliance)  e le implicazioni tecnologiche ed architetturali del ruolo di Aisp (Account Information Service Provider) che un istituto di credito potrà assumere, in base alla normativa Psd2”.

Il risultato di queste strategia si tradurrà praticamente nell’evoluzione verso il concetto di “Bank as a Platform” (BaaP), dove la banca propone contenuti e prodotti di altri in sinergia con i propri, per soddisfare ogni esigenza e contesto di utilizzo, utilizzando anche  nuove strategie di partnership. Questo renderà possibile per la banca sviluppare nuovi punti di contatto e servizi a valore aggiunto con un minor costo, soprattutto disponendo di informazioni che non sono tipicamente rese disponibili, compreso l’accesso alla customer base.

A prediligere, secondo la ricerca, la sperimentazione di partnership con terze parti sono soprattutto  i gruppi bancari più grandi e strutturati, con l’obiettivo di trarne vantaggi strategici grazie alla loro velocità di innovazione e usabilità, e le banche innovative, generalmente più piccole e con una gamma di servizi offerti non paragonabile a quella dei grandi gruppi, che cercano nell’ecosistema un approccio più generalista.

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