Chili, Parisi: all’orizzonte debutto in Borsa

Il presidente della piattaforma viedeostreaming on demand: “Il 2016 sarà l’anno dello sviluppo nei cinque mercati in cui siamo già presenti. Potrebbe servire una nuova iniezione di capitale”

Pubblicato il 05 Gen 2016

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“Nel luglio 2014 abbiamo concluso un aumento di capitale al servizio dell’espansione in Europa. Siamo partiti da tremila titoli distribuiti solo in Italia e oggi contiamo 20mila titoli in cinque paesi. Il 2016 sarà l’anno di sviluppo di questi mercati con il consolidamento della nostra presenza. Potrebbe essere necessaria una nuova iniezione di capitale, e a riguardo valutiamo anche l’opzione della quotazione in borsa eventualmente per fine anno”.

Ad annunciarlo al Sole24ore è Stefano Parisi, presidente di Chili, la piattaforma di Videostreaming on demand disponibile per smart tv, lettori blu Ray, Pc, tablet e smartphone. L’azienda è nata nel 2012 come spin-off di Fastweb, e da allora ha iniziato a espandersi anche fuori dall’Italia, sui mercati di Uk, Germania, Austria e Polonia.

“La società – prosegue Parisi – è partita con 100mila euro di fatturato, arrivato a fine 2015 a circa 7 milioni. L’Ebitda è ancora negativo, ma contiamo di arrivare al breakeven di cassa nel 2017”.

Risale alla primavera 2014 l’operazione portata a termine da Chili e fondo Antares per rilevare il 30% della società che era rimasto nelle mani di Fastweb, mentre a luglio dello stesso anno è stato concluso un aumento di capitale di circa 8 milioni di euro.

A settembre infine risale l’annuncio della partnership con Samsung, ci cui Parisi aveva parlato anche a CorCom, che ha scelto Chili come piattaforma tecnologica per la distribuzione di contenuti ultra HD.

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