Chili punta sulla Tv di "massa" e scommette su Chromecast - CorCom

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Chili punta sulla Tv di “massa” e scommette su Chromecast

La videoteca online fondata da Stefano Parisi annuncia la piena compatibilità con il dispositivo multimediale di Google. L’app sarà presto disponibile anche per i device Apple

30 Lug 2014

A.S.

Chili allarga la propria presenza nelle case degli italiani e annuncia la piena compatibilità con Chromecast, il dispositivo multimediale di Google che permette il trasferimento e lo streaming da un dispositivo mobile, che sia uno smartphone o un tablet, o da browser Chrome direttamente alla Tv di casa. La videoteca online di Chili mette a disposizione più di 4mila contenuti in streaming.

“L’app di Chili che supporta Chromecast è disponibile su Play Store per gli smartphone Android – si legge in una nota di Chili – presto lo sarà nell’App Store e inoltre la funzionalità Chromecast è stata anche aggiunta al sito web di Chili quando si utilizza il browser Chrome”.

Chromecast si installa in pochi minuti – spiegano da Chili – ed è il modo più semplice per portare sul teleschermo di casa tutti i film e le serie Tv di Chili. L’app mostrerà automaticamente l’icona di Google Cast nell’angolo in alto a destra dello schermo. Una volta installato Chromecast, si possono utilizzare lo smartphone, il tablet o il PC per navigare e fare il casting del contenuto sulla Tv. Questi dispositivi fungeranno infine da telecomando per mettere in pausa la riproduzione o regolare il volume della Tv”.

Chili, fondata dal manager Stefano Parisi, “è il primo player indipendente nel mercato italiano della distribuzione digitale di film e contenuti – prosegue la nota – e si configura anche come partner tecnologico altamente specializzato nello sviluppo e nella gestione di piattaforme audio video”.

“Internet di fatto è sempre più il luogo in cui si consumano video – aveva detto Stefano Parisi al Corriere delle Comunicazioni lanciando il servizio – In Italia è un mercato che cresce a ritmi strabilianti. C’è un enorme patrimonio di produzione di qualità che va disperso, che spesso non va neanche nelle sale. Oppure, se ci va, non funziona. Internet offre una seconda vita a questi film, se non addirittura una prima vita. Una library che abbia riscosso minor successo in sala può essere rilanciata su Internet, e con sistemi di qualità”.