LA STRATEGIA UE

Chip, reti in fibra e cybersecurity: il piano von der Leyen per spingere l’economia europea

Nel discorso inaugurale al Digital Summit di Tallin, la presidente della Commissione ha delineato le azioni prioritarie: “Stop alla dipendenza tecnologica dalla Cina sui semiconduttori. Cooperazione solo con partner affidabili”. E sulle infrastrutture di connettività: “Sorveglianza satellitare per individuare potenziali minacce”

10 Ott 2022

Federica Meta

Giornalista

ursula von der leyen1

Proteggere le infrastrutture critiche, ridurre la dipendenza tecnologica puntando sulla cooperazione e rafforzare la fiducia nella connettività globale. Sono queste le azioni chiave che caratterizzeranno la strategia europea, delineata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel discorso di apertuta del Digital Summit di Tallin in Estonia.

“L’infrastruttura fisica è alla base della connettività – ha puntualizzato von der Leyen – Gli atti di sabotaggio contro i gasdotti Nord Stream hanno dimostrato quanto siano vulnerabili le nostre infrastrutture critiche. I gasdotti e i cavi sottomarini collegano i cittadini e le imprese europee con il mondo. Sono le linee di vita dei mercati finanziari e del commercio globale. E sono essenziali per servizi come la sanità moderna e l’energia. I cavi sottomarini in fibra ottica trasportano il 99% del traffico internet globale. E ora, per la prima volta nella storia europea moderna, questa infrastruttura è diventata un obiettivo. Il compito che ci attende è quindi chiaro: dobbiamo proteggere meglio le linee di vita dell’economia mondiale”.

Le azioni per tutelare le reti critiche

“Disponiamo di una nuovissima legislazione europea che rafforzerà la resilienza delle entità critiche dell’Ue – ha ricordato la presidete della Commissione Uem – Ora dobbiamo attuarla e realizzarla sul campo. In secondo luogo, dobbiamo sottoporre le nostre infrastrutture a stress test. Dobbiamo identificare i suoi punti deboli e preparare la nostra reazione a interruzioni improvvise. Collaboreremo con gli Stati membri per effettuare stress test nel campo dell’energia e in altri settori ad alto rischio, come le infrastrutture digitali offshore e quelle elettriche”.

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La Ue aumenterà anche la capacità di risposta attraverso il meccanismo comune e utilizzerà la sorveglianza satellitare per individuare potenziali minacce. Infine verrà rafforzata la cooperazione con la Nato e con partner chiave come gli Stati Uniti.

La cybersecurity

La guerra in Ucraina ha messo sotto pressione i sistemi informatici. “La Russia ha ripetutamente cercato di distruggere i sistemi informatici dell’Ucraina – ha ricordato – Per questo motivo, l’Ue ha mobilitato un sostegno finanziario per la sicurezza informatica di emergenza in Ucraina. Abbiamo aiutato a spostare i server governativi in luoghi sicuri”.

Stop alla dipendenza tecnologica

Nella strategia delineata dalla presdente della Commissione Ue ampio spazio è dedicato all’autonomia tecnologica. “Dobbiamo evitare di cadere nella stessa dipendenza dalla Cina, come è successo con il petrolio e il gas provenienti dalla Russia – ha puntualizzato – Per questo stiamo lavorando a una legge europea sulle materie prime critiche. Ci aiuterà a diversificare le nostre catene di approvvigionamento verso partner fidati”.

Banco di prova per la sovranità tecnologica guidata dalla cooperazione con partner affidabile saranno i chip. “Il nostro lavoro sui semiconduttori è un altro esempio del generale sulle nuove forme di cooperazione – ha detto – Questi chip sono presenti in ogni dispositivo digitale, dalle automobili ai telefoni, alle apparecchiature mediche. Senza chip non c’è economia moderna. Basta guardare alla Russia. Con le nostre sanzioni abbiamo vietato tutte le esportazioni di semiconduttori. L’impatto è ormai tangibile. Le forze armate russe cannibalizzano lavatrici e frigoriferi nel tentativo di ottenere semiconduttori per il loro hardware militare”.

“I semiconduttori sono fondamentali. Anche per noi. Pertanto, il nostro obiettivo è quello di aumentare la nostra quota di mercato globale al 20% entro il 2030. E abbiamo tutto ciò che serve per raggiungere questo obiettivo. Abbiamo strutture di ricerca di livello mondiale – ha sottolineato –  Ma questo non è sufficiente per creare l’ecosistema necessario. Per questo, la nostra legge sui chip europei mobilita miliardi di investimenti per lo sviluppo e la produzione di massa di chip di nuova generazione. Abbiamo appena approvato aiuto di Stato, dando il via libera a un investimento di 730 milioni di euro da parte di un’azienda franco-italiana (StMicroelecronics ndr) per la costruzione di un nuovo impianto in Sicilia”. L’impianto produrrà, per la prima volta in Europa, wafer di carburo di silicio su larga scala che sono la tecnologia base dei chip di nuova generazione la base dei semiconduttori.

Von der Leyen ha poi annunciato che nei prossimi mesi un’azienda americana inaugurerà un nuovo stabilimento di chip in Germania, con un investimento di 17 miliardi di euro. Il riferimento potrebbe essere alla gigafactory europea di Intel che in questi mesi ha sondato i Paesi papabili: stando a indiscrezioni la fase finale della produzione di chip – il packaging – dovrebbe avvenire in Italia, in Veneto in particolare.

La regolazione dell’economia digitale

Dopo il Gdpr, L’Europa si candida a diventare punto di riferimento globale sulla regolazione dell’economia digitale. “Prendiamo la nostra legge sui mercati e i servizi digitali – ha detto von der Leyen – Anche in questo caso, l’Europa è all’avanguardia e porta le regole del mondo analogico nel mondo digitale. Per la prima volta, ci sono regole chiare su come affrontare temi come i discorsi d’odio, la disinformazione o i contenuti terroristici online. Stiamo facendo lo stesso per la sicurezza informatica dei prodotti, con un regolamento proposto il mese scorso”

“Ora, stabilire degli standard per l’Europa è positivo. Ma è il nostro impegno con partner fidati che rende gli standard europei standard globali – ha spiegato –  Ecco perché il nostro lavoro con gli Stati Uniti e, recentemente, anche con l’India, attraverso i nostri Consigli per il commercio e la tecnologia, è così importante. Inoltre, abbiamo collaborato con la Partnership for Global Infrastructure del G7. Con il nostro pacchetto combinato di 600 miliardi di dollari, stiamo facendo leva non solo sui nostri investimenti, ma anche sul nostro potere di definizione degli standard. Così, passo dopo passo, stiamo consolidando l’ordine basato su valori e regole condivisi”.

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