STRATEGIE

Chip, Intel produrrà per MediaTek di Taiwan: guanto di sfida ai rivali asiatici

Concluso uno degli accordi più significativi da quando il produttore statunitense ha lanciato la sua attività di fonderia: i primi pezzi saranno realizzati nei prossimi 18-24 mesi. Stipulate intese anche con Qualcomm e Amazon

26 Lug 2022

Veronica Balocco

Chip

Il produttore di chip statunitense Intel ha fatto sapere che inizierà a produrre chip per MediaTek di Taiwan, una delle più grandi aziende di progettazione di chip al mondo. L’accordo di produzione è uno degli accordi più significativi che Intel ha annunciato da quando ha lanciato la sua cosiddetta attività di fonderia all’inizio dello scorso anno.

Un’azienda di fonderia costruisce chip progettati da altre società e Taiwan semiconductor manufacturing (Tsmc) è il principale attore in questo comparto. Intel, invece, ha storicamente sempre costruito chip progettati da sé. L’economista di TechInsights, Dan Hutcheson, ha affermato che nel settore c’erano dubbi sul fatto che Intel potesse portare a termine l’attività di fonderia, ma l’accordo con MediaTek mostra che è sulla strada giusta e i suoi investimenti, incluso il reclutamento dei dirigenti, stanno dando i loro frutti.

Sebbene Intel non abbia fornito alcun dettaglio finanziario sull’accordo o indicato quanti chip produrrà per MediaTek, ha comunque puntualizzato che i primi pezzi saranno realizzati nei prossimi 18-24 mesi e risponderanno alla tecnologia Intel 16. Intel ha annunciato che per la sua attività di fonderia ha firmato accordi anche con Qualcomm e Amazon.

Samsung pronta a investire 200 miliardi negli Usa

Solo qualche giorno fa, intanto, il colosso sudcoreano Samsung Electronics ha annunciato di valutare la prospettiva di un investimento di quasi 200 miliardi di dollari per costruire 11 nuovi impianti per la produzione di chip in Texas. La spesa, stando a quando riportato dal Wall Street Journal, dovrebbe essere ripartita in una serie di operazioni che potrebbero durare un paio di decenni. ha fatto domanda per partecipare al programma di incentivi dello Stato del Texas. Secondo il Wall Street Journal sul piatto potrebbero esserci 170 miliardi da destinare a nove nuovi impianti di produzione di processori a Taylor e circa 25 miliardi per due strutture a Austin.

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Secondo il quotidiano di Wall Street, la mossa potrebbe essere stata dettata dalla scadenza a fine anno di un programma di incentivi statali e agevolazioni fiscali che il Texas offrirà per dieci anni per chi effettua grandi investimenti all’interno dello stato. La decisione arriva tra l’altro in un momento quanto mai propizio: il Congresso Usa sta infatti valutando di stanziare 50 miliardi di sussidi per aumentare la produzione e la ricerca di chip sul territorio federale. I documenti presentati non impegnano comunque Samsung, che attualmente gestisce tre stabilimenti di produzione di chip in Corea del Sud, due ad Austin, in Texas, e due in Cina, a portare a termine l’investimento.

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