IL SUMMIT

Chip, la vision comune di Italia e Germania: “Serve una forte politica Ue”

La necessità di costruire una strategia europea sui semiconduttori al centro dell’incontro tra il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e quello tedesco per le infrastrutture digitali, Volker Wissing: “Puntare alla sovranità tecnologica”

Pubblicato il 01 Feb 2023

Federica Meta

Giornalista

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Più investimenti a livello europeo nel settore dei semiconduttori per raggiungere la sovranità tecnologia. È stato questo il tema chiave dell’incontro tra il ministro per le Imprese, Adolfo Urso, e il ministro federale tedesco per le infrastrutture digitali, Volker Wissing che hanno discusso di digitalizzazione e transizione tecnologica e soprattutto della necessità di una politica industriale europea che possa aiutare le imprese nella difficile situazione attuale e consolidare le collaborazioni strategiche comuni.

Digitale, una politica europea più forte

Sul tema di una politica europea in campo digitale i due ministri hanno convenuto sulla necessità che sia comune e coesa, con l’auspicio di maggiori investimenti nel settore dei semiconduttori per poter anche raggiungere una sovranità tecnologica continentale.

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Nell’incontro si è discusso infine della necessità di una politica industriale europea volta ad aiutare le imprese nella difficile situazione attuale. I due ministri hanno convenuto sull’unicità del rapporto italo-tedesco che ha portato ad un sistema economico e industriale ormai fortemente condiviso.

La collaborazione Italia-Germania

Urso ha sottolineato il forte legame che lega i due Paesi e la necessità di una sempre maggiore collaborazione anche in una visione di politica industriale comune europea.

Il ministro tedesco Wissing ha convenuto e ha subito ricordato l’importanza per i due Paesi di una collaborazione nella transizione digitale e green per permettere alla Ue di restare attore principale sui mercati internazionali.

È stato altresì affrontato il tema dell’Intelligenza artificiale anche per le sue connotazioni di natura etica.

Verso il prossimo Consiglio Ue

In vista dell’importante appuntamento del Consiglio Straordinario UE della prossima settimana, Urso ha illustrato al collega tedesco i contenuti del documento che racchiude i punti salienti della posizione italiana sul tema del rilancio della politica industriale europea: una politica che deve essere solidale e assertiva.

Il Chips Act

Intanto l’Europa accelera sul “Chips Act“. La Commissione Industria ed energia del Parlamento europeo ha approvato il progetto di leggeche mira a rafforzare la capacità tecnologica e l’innovazione della filiera dei microprocessori nell’Unione. Contestualmente, è stato approvato anche il ”Chips Joint Undertaking” per aumentare gli investimenti previsti in tal senso.

La proposta legislativa sul Chips Act è stata adottata con 67 voti a favore, uno contrario e quattro astensioni. In una votazione separata, poi, gli eurodeputati hanno adottato con 68 voti a favore, nessuno contrario e quattro astensioni, la proposta di impresa comune dei chip, che attua le misure previste dall’iniziativa “Chips for Europe“.

Il testo approvato mira a creare una rete di centri di competenza per affrontare la carenza di lavoratori specializzati e attrarre nuovi talenti nella ricerca, nella progettazione e nella produzione.

Il dispositivo punta anche a sostenere progetti volti a incrementare la sicurezza delle supply chain, attirando investimenti e a sviluppare la capacità produttiva, rispondendo a eventuali carenze attraverso un meccanismo di risposta alle crisi, con la valutazione da parte della Commissione dei rischi per l’approvvigionamento di semiconduttori nell’Ue, nonchè degli indicatori di allarme rapido negli Stati membri, che potrebbero far scattare un’allerta a livello europeo.

Il framework permetterebbe alla Commissione di attuare misure di emergenza, come dare priorità alle forniture di prodotti particolarmente colpiti o effettuare acquisti comuni per gli Stati membri.

Stretta ai Paesi terzi

È inoltre prevista una stretta sulle informazioni alla base dell’industria europea sui chip verso paesi terzi, contenuta in un emendamento di compromesso approvato dalla Commissione Industria ed energia del Parlamento Ue al Chips act. Le novità sono state inserite in un articolo aggiuntivo, che prevede che il trasferimento o l’accesso a informazioni riservate, come segreti commerciali e altri dati sensibili protetti da diritti di proprietà intellettuale o diritti di proprietà, detenuti nell’Unione europea, nell’ambito del regolamento Chips act, a paesi terzi “sono consentiti solo in presenza di un accordo bilaterale o multilaterale“.

La Commissione e gli Stati membri dovranno quindi adottare tutte le ragionevoli misure tecniche, legali e misure organizzative, per impedire il trasferimento internazionale o l’accesso governativo a informazioni riservate. Inoltre, ogni impresa che riceva aiuti di Stato ai sensi del Chips act, entra in un accordo con la Commissione o con lo Stato membro competente che preclude al beneficiario di impegnarsi in un trasferimento di dati sensibili. Sulla base dei termini dell’accordo, il beneficiario deve notificare alla Commissione qualsiasi piano di trasferimento in un paese terzo che potrebbe violare le norme e i diritti di proprietà intellettuale dell’Unione o dei suoi Stati membri. Sarà poi la Commissione a decidere sull’ammissibilità del trasferimento.

L’AI Act

Oltre al Chips Act, altro provvedimento chiave per uno sviluppo sostenuto e sostenibile dell’Europa è l’AI Act. Il progetto di regolamento dell’AI presentato dalla Commissione nell’aprile 2021 è un elemento chiave della politica dell’Ue volta a promuovere lo sviluppo e l’adozione, in tutto il mercato unico, di un’IA sicura e lecita che rispetti i diritti fondamentali. Dopo l’adozione da parte del Consiglio Ue alla fine del 2022 ora la palla passa al trilogo.

La proposta segue un approccio basato sul rischio e stabilisce un quadro giuridico orizzontale uniforme per l’intelligenza artificiale (IA) che mira ad assicurare la certezza del diritto. Promuove gli investimenti e l’innovazione nell’IA, migliora la governance e l’applicazione effettiva della normativa esistente in materia di diritti fondamentali e sicurezza e facilita lo sviluppo di un mercato unico per le applicazioni di IA. Va di pari passo con altre iniziative, compreso il piano coordinato sull’intelligenza artificiale, che mira ad accelerare gli investimenti nell’IA in Europa.

Per garantire che la definizione di sistema di IA fornisca criteri sufficientemente chiari per distinguere l’IA dai sistemi software più semplici, il testo del Consiglio limita la definizione ai sistemi sviluppati mediante approcci di apprendimento automatico e approcci basati sulla logica e sulla conoscenza.

Per quanto riguarda le pratiche di IA vietate, il testo estende agli attori privati il divieto di utilizzare l’IA per il punteggio sociale. Inoltre, la disposizione che vieta l’uso di sistemi di IA che sfruttano le vulnerabilità di un gruppo specifico di persone contempla ora anche le persone vulnerabili a causa della loro situazione sociale o economica.

Per quanto riguarda il divieto di utilizzare sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” in spazi accessibili al pubblico da parte delle autorità di contrasto, il testo chiarisce le situazioni nelle quali tale uso è strettamente necessario a fini di contrasto e nelle quali le autorità di contrasto dovrebbero pertanto essere eccezionalmente autorizzate a utilizzare tali sistemi.

Sistemi di IA per finalità generali

Nel testo adottato dal Consiglio sono state aggiunte nuove disposizioni per tenere conto delle situazioni in cui i sistemi di IA possono essere utilizzati per molti scopi diversi (IA per finalità generali) e di quelle in cui la tecnologia di IA per finalità generali è successivamente integrata in un altro sistema ad alto rischio.

Il testo specifica che determinati requisiti per i sistemi di IA ad alto rischio si applicherebbero in tali casi anche ai sistemi di IA per finalità generali. Tuttavia, anziché applicare direttamente tali requisiti, un atto di esecuzione specificherebbe come dovrebbero essere applicati in relazione ai sistemi di IA per finalità generali, sulla base di una consultazione e di una valutazione d’impatto dettagliata e tenendo conto delle caratteristiche specifiche di tali sistemi e della relativa catena del valore, della fattibilità tecnica e degli sviluppi tecnologici e di mercato.

Misure a sostegno dell’innovazione

Allo scopo di creare un quadro giuridico più favorevole all’innovazione e promuovere un apprendimento normativo basato su dati concreti, le disposizioni relative alle misure a sostegno dell’innovazione sono state sostanzialmente modificate nel testo.

In particolare, è stato chiarito che gli spazi di sperimentazione normativa per l’IA, che dovrebbero creare un ambiente controllato per lo sviluppo, le prove e la convalida di sistemi di IA innovativi, dovrebbero anche consentire di testare sistemi di IA innovativi in condizioni reali.

Inoltre, sono state aggiunte nuove disposizioni che consentono di testare i sistemi di IA in condizioni reali senza controlli, in presenza di condizioni e garanzie specifiche. Al fine di alleggerire gli oneri amministrativi per le imprese più piccole, il testo include un elenco di azioni che dovranno essere intraprese per sostenere tali operatori e prevede alcune deroghe limitate e chiaramente specificate.

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