LO SCENARIO

Chip, nel 2023 mercato al ribasso. Gartner stima revenue a -3,6%

Mentre il 2022 chiuderà in crescita del 4% con un giro d’affari vicino ai 620 miliardi di dollari, sul prossimo anno si addensano le nubi. A registrare le peggiori performance saranno i dispositivi di memoria: previsto un crollo del 16%. Effetto domino sulla produzione di smartphone, pc ed elettronica di consumo

Pubblicato il 29 Nov 2022

Domenico Aliperto

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Le revenue globali legate al mercato dei semiconduttori sono destinate a diminuire del 3,6% nel corso del 2023. A dirlo è l’ultimo rapporto di Gartner, che sottolinea come invece nel 2022, il giro d’affari sia sulla buona strada per crescere del 4% e per un totale di 618 miliardi di dollari.

Le dinamiche del settore

“Le prospettive a breve termine per i ricavi dei semiconduttori sono peggiorate”, spiega in una nota Richard Gordon, Practice Vice President di Gartner. “Il rapido deterioramento dell’economia globale e l’indebolimento della domanda dei consumatori avranno un impatto negativo sul mercato dei semiconduttori nel 2023”. Si prevede dunque che il fatturato globale del comparto raggiungerà i 596 miliardi di dollari nel 2023, in calo rispetto alla precedente previsione di 623 miliardi di dollari.

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Attualmente, il mercato dei semiconduttori è polarizzato tra i mercati guidati dai consumatori e i mercati guidati dalle imprese. La debolezza dei mercati orientati al consumo è dovuta in gran parte al calo del reddito disponibile causato dall’aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse, ma anche dalla ridefinizione delle priorità della spesa discrezionale dei consumatori verso altri settori come i viaggi, il tempo libero e l’intrattenimento, che stanno avendo un effetto negativo effetto a catena sugli acquisti di tecnologia.

D’altra parte, i mercati guidati dalle imprese, come il networking aziendale, l’informatica aziendale, i trasporti industriali, medici e commerciali, sono stati finora relativamente resilienti nonostante l’incombente rallentamento macroeconomico e le preoccupazioni geopolitiche. “La forza relativa nei mercati guidati dalle imprese deriva da investimenti strategici da parte di aziende che stanno cercando di rafforzare la propria infrastruttura per continuare a supportare la forza lavoro da casa, piani di espansione aziendale e strategie di digitalizzazione in corso”, dice Gordon.

A picco i dispositivi di memoria

Per i dispositivi di memoria la previsione è ancora più pessimistica. Si parla di un calo del fatturato globale pari al 16% nel 2023. Nell’ultimo scorcio del 2022, del resto, il mercato delle memorie assiste a una domanda vacillante, con scorte gonfie e clienti che premono per prezzi notevolmente inferiori. Di conseguenza, il giro d’affari rimarrà piatto nel 2022 e si prevede un calo a doppia cifra per i prossimi mesi.

Il peggioramento delle prospettive economiche sta avendo un impatto negativo sulla produzione di smartphone, Pc ed elettronica di consumo, che sta posizionando il mercato delle Dram in eccesso di offerta per il resto del 2022 e i primi tre trimestri del 2023. Gli analisti di Gartner prevedono che le entrate delle Dram diminuiranno del 2,6% per raggiungere i 90,5 miliardi di dollari nel 2022 e caleranno ulteriormente del 18% nel 2023, per un totale di 74,2 miliardi di dollari.

L’interruzione della produzione di unità Nand verificatasi nel primo trimestre del 2022 ha fatto aumentare i prezzi mascherando il rapido deterioramento della domanda, con un conseguente inventario in eccesso nel terzo trimestre dell’anno, che dovrebbe proseguire nella prima metà del 2023. Si prevede dunque che le entrate Nand aumenteranno del 4,4% a 68,8 miliardi di dollari nel 2022, ma caleranno del 13,7% nel 2023, assestandosi sui 59,4 miliardi di dollari.

Mentre il deterioramento del contesto macroeconomico indebolirà la domanda dei consumatori, prevediamo un consumo di semiconduttori relativamente migliore dagli investimenti delle imprese. Di conseguenza, mercati come quello industriale, delle infrastrutture di telecomunicazione e dei data center saranno meno influenzati dal sentiment e dalla spesa dei consumatori a breve termine”, chiosa Gordon.

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