TECNOLOGIE STRATEGICHE

Chip, Usa pronti a nuove restrizioni dell’export verso la Cina

Al vaglio della Casa Bianca il divieto della vendita di attrezzature per fabbricare gli avanzati Nand con più di 128 layer. Sarebbe il primo veto su una tecnologia non diretta alle applicazioni militari

01 Ago 2022

Patrizia Licata

giornalista

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I chip come tecnologia strategica tornano protagonisti delle strategie della Casa Bianca: gli Stati Uniti – riporta Reuters – stanno valutando un divieto delle esportazioni verso la Cina delle attrezzature necessarie alla fabbricazione dei chip Nand avanzati, quelli con più di 128 layer.

La manovra è ancora in fase di valutazione da parte dell’amministrazione di Joe Biden. Se approvata, diventerebbe il primo veto americano all’export di tecnologie verso la Cina che non hanno specifiche applicazioni militari.

Le memorie Nand sono usate in dispositivi come smartphone e computer, ma anche nei server dei datacenter. La produzione cinese di questo tipo di semiconduttori è cresciuta fino a rappresentare più del 23% del totale globale quest’anno contro il 14% del 2019. Nel contempo la produzione negli Usa è scesa dal 2,3% all’1,6%.

Biden protegge i chipmaker americani

L’obiettivo della Casa Bianca è proteggere i produttori di memory chip statunitensi, Western Digital Corp e Micron Technology, che insieme rappresentano circa un quarto del mercato dei chip Nand.

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Sarebbero invece colpiti sia i chipmaker cinesi, in primis Yangtze Memory technologies (Ymtc), sia le fabbriche in Cina dei produttori sudcoreani Samsung (che ha due impianti produttivi nel paese asiatico) e  Sk Hynix. Quest’ultima, tra l’altro, è in fase di acquisto dell’attività di produzione di chip Nand dall’americana Intel.

Ricadute negative ci sarebbero, ovviamente, anche per i produttori statunitensi di strumenti che servono a produrre questi semiconduttori. I principali sono Lam Research e Applied Materials, entrambe con sede nella Silicon Valley.

Nel mirino la capacità della Cina di produrre chip avanzati

La misura dell’amministrazione Biden sarebbe diretta a tagliare le gambe alla capacità della Cina di produrre componenti avanzate per motivi di cybersicurezza, secondo il commento del dipartimento del Commercio: “L’amministrazione Biden punta a minare il successo delle iniziative della Cina per fabbricare semiconduttori avanzati in modo da ridurre i gravi rischi alla sicurezza nazionale”.

La cinese Ymtc, fondata nel 2016, è una potenza nascente nella fabbricazione dei chip Nand e sta mettendo sotto pressione le rivali americane Micron e Western Digital con la sua offerta a prezzi nettamente inferiori, come svelato dalla stessa Casa Bianca in un report dello scorso anno. Secondo questo studio Ymtc ha ricevuto sussidi da Pechino per circa 24 miliardi di dollari.

La stessa azienda dei chip è oggetto di un’indagine del Commerce Department che sospetta abbia aggirato i controllo Usa sull’export vendendo chip a Huawei. Sempre Ymtc è in trattative con Apple per fornirle chip di memoria flash, riferisce Bloomberg.

Impedire l’arrivo di attrezzature per fabbricare chip a più di 128 layer potrebbe seriamente compromettere la crescita di Ymtc, secondo gli esperti. Negli stabilimenti cinesi di Intel che Sk Hynix sta acquisendo si fabbricano Nand a 144 layer.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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