L'INTERVENTO

Chip, von der Leyen: “In arrivo una legge per le materie prime”

Nel discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea annuncia anche l’intenzione di varare un fondo per la sovranità tecnologica. In agenda il rafforzamento delle alleanze strategiche per la supply chain dei semiconduttori. “Terre rare e litio più importanti del gas”

14 Set 2022

Patrizia Licata

giornalista

ursula von der leyen1

Il futuro dell’industria va costruito in Europa e per questo servono il litio, le terre rare, i chip e le competenze digitali molto più che il gas e i combustibili fossili. Lo ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, nel suo Discorso sullo stato dell’Unione. Per questo von der Leyen proporrà una legge europea sulle materie prime critiche e un Fondo europeo per la sovranità, capace di investire nelle tecnologie essenziali per dare forza all’industria e alle economie dell’Europa.

“Che si tratti di chip per la realtà virtuale o di celle per i pannelli solari, le transizioni gemelle saranno alimentate dalle materie prime. Il litio e le terre rare stanno già sostituendo il gas e il petrolio al centro della nostra economia. Entro il 2030, la nostra domanda di terre rare sarà cinque volte maggiore. E questo è un buon segno, perché dimostra che il nostro Green Deal europeo si sta muovendo velocemente”, ha affermato von der Leyen nell’Aula del Parlamento europeo a Strasburgo. “La notizia non così buona è che un paese domina il mercato. Quindi dobbiamo evitare di cadere nella stessa dipendenza del petrolio e del gasÈ qui che entra in gioco la nostra politica commerciale“, ha aggiunto la presidente.

Alleanze commerciali con i produttori di litio e terre rare

Un discorso molto politico, aperto con il riferimento alla guerra in Ucraina e sull’amicizia col popolo ucraino, simbolo di coraggio. “Questa è una guerra contro la nostra energia, una guerra contro la nostra economia, una guerra contro i nostri valori e una guerra contro il nostro futuro. Si tratta di autocrazia contro la democrazia”, ha detto von der Leyen.

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L’Europa ne uscirà a testa alta anche con le nuove partnership economiche che “faranno avanzare non solo i nostri interessi vitali, ma i nostri valori”.

Per questo von der Leyen intende proporre per la ratifica gli accordi con Cile, Messico e Nuova Zelandafar avanzare i negoziati con partner chiave come l’Australia e l’India. Partner commerciali fondamentali per una supply chain affidabile. Per esempio, il Cile è uno dei maggiori produttori di litio e terre rare. Produce litio anche il Messico con cui l’amministrazione Usa sta già rinsaldando i rapporti per collaborare su chip e batterie per le auto elettriche.

La legge europea sulle materie prime “critiche”

Ma assicurare le forniture è solo un primo passo. La lavorazione di questi metalli è altrettanto cruciale, ha affermato von der Leyen annunciando “una legge europea sulle materie prime critiche”.

Oggi “la Cina controlla l’industria di trasformazione globale. Quasi il 90% delle terre rare e il 60% del litio sono lavorati in Cina. Identificheremo progetti strategici lungo tutta la catena di approvvigionamento, dall’estrazione alla raffinazione, dalla lavorazione al riciclaggio. E costruiremo riserve strategiche laddove l’offerta sia a rischio”, ha affermato von der Leyen. L‘approccio sarà lo stesso seguito per la Battery Alliance, lanciata cinque anni fa, e il Chips Act europeo: la presidente della Commissione ha ricordato che, grazie a queste iniziative, “presto due terzi delle batterie di cui abbiamo bisogno saranno prodotte in Europa” e “la prima gigafactory di chip si farà strada nei prossimi mesi”.

Dei successi da replicare, ha proseguito la presidente, ed è per questo che “aumenteremo la nostra partecipazione finanziaria a importanti progetti di interesse comune europeo. E per il futuro, spingerò per creare un nuovo Fondo europeo per la sovranità. Facciamo in modo che il futuro dell’industria sia fatto in Europa”.

Le competenze al centro della transizione digitale e green

Nel Discorso sullo Stato dell’Unione von der Leyen non ha dimenticato il tema delle competenze da cui dipende la transizione digitale e green dell’Europa. La carenza di personale interessa tutti i settori e non risparmia il mondo tecnologico: “Abbiamo bisogno di molta più attenzione nel nostro investimento nella formazione professionale e nell’upkilling. Abbiamo bisogno di una migliore cooperazione con le aziende, perché sanno meglio di cosa hanno bisogno. E dobbiamo abbinare queste esigenze alle aspirazioni delle persone. Ma dobbiamo anche attrarre le giuste competenze nel nostro continente, competenze che aiutino le aziende e rafforzino la crescita dell’Europa”, ha detto von der Leyen.

Due le proposte: accelerare e facilitare il riconoscimento delle qualifiche anche dei cittadini di paesi terzi, e fare del 2023 l’Anno europeo delle competenze, in modo da aumentare l’attenzione sul problema dello skill gap.

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