LA LEGGE UE

Chips Act, scatta il conto alla rovescia: accordo a dicembre

Avanti tutta sulle nuove norme. Prevista la produzione in Europa del 20% di semiconduttori globali mobilitando 43 miliardi di euro di investimenti pubblico-privati. Corsia preferenziale per i chipmaker con sede nell’Unione, ma dovranno contribuire alla gestione delle “emergenze”

02 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

chips act Ue

L’accordo del Consiglio dell’Ue sul Chips act dovrebbe arrivare entro al fine dell’anno: la presidenza ceca sta lavorando per raggiungere, già all’inizio di dicembre, l’intesa tra gli Stati membri sulla legge europea sui semiconduttori, secondo quanto riporta il quotidiano ceco Hospodářské noviny.

La nuova legislazione punta a incrementare le capacità dell’Unione nella produzione di chip: l’obiettivo è di avere un quinto della produzione globale nell’Ue entro la fine del 2030. Attualmente la percentuale è di circa il 5%.

Vicino l’accordo dei ministri Ue

Secondo Hospodářské noviny, i negoziati tra gli Stati membri sul nuovo atto non presentano problemi significativi.

Ci stiamo avviando verso le fasi finali e, a meno di imprevisti, raggiungeremo un accordo. Questo, sarà poi approvato dai ministri dell’industria dell’Ue all’inizio di dicembre”, ha riferito una fonte della presidenza ceca dell’Ue. “Anche i successivi negoziati con il Parlamento europeo dovrebbero svolgersi senza grandi complicazioni”.

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Corsia preferenziale per i chip europei

Secondo l’attuale proposta, le aziende che producono chip direttamente nell’Ue avrebbero diritto a un trattamento preferenziale, ad esempio a un’elaborazione più semplice dei permessi di costruzione o a valutazioni di impatto ambientale meno severe. Potrebbero inoltre ricevere un sostegno finanziario per espandere la produzione. Questi vantaggi sono destinati a quei produttori che si impegnano a investire nella produzione e nell’innovazione.

Inizialmente, gli Stati membri erano in disaccordo sull’opportunità di sostenere solo la produzione dei chip più avanzati o anche la produzione tradizionale, come i chip utilizzati nelle automobili. Alla fine, probabilmente, si accorderanno sulla seconda opzione, ma a condizione che anche per questi chip i produttori debbano dimostrare un certo livello di innovazione.

L’Europa si prepara alle “emergenze”

In cambio i produttori di chip, in caso di emergenze e necessità particolari, dovranno soddisfare alcuni ordini, per esempio, passare a produrre un particolare tipo di chip per un certo periodo di tempo. Spetterebbe agli Stati membri e alla Commissione europea decidere se si è verificata una situazione di emergenza.

“C’è consenso sulla necessità di avere uno strumento di questo tipo disponibile in Europa in qualche forma”, ha riassunto la fonte della presidenza ceca.

Il valore strategico del Chips act

I semiconduttori sono risorse strategiche per le principali catene del valore industriali, sottolinea la Commissione europea. Con la trasformazione digitale stanno emergendo nuovi mercati per l’industria dei semiconduttori, come le automobili altamente automatizzate, il cloud, l’Internet of things, la connettività, lo spazio, la difesa e i supercomputer.

La recente carenza di semiconduttori a livello mondiale ha portato alla chiusura di stabilimenti in una serie di settori, dalle automobili ai dispositivi sanitari. Ciò ha reso più evidente l’estrema dipendenza globale della catena del valore dei semiconduttori da un numero molto limitato di attori in un contesto geopolitico complesso. 

L’industria prevede un raddoppio della domanda entro il 2030 e sarà difficile soddisfarla in mezzo a una crisi della supply chain. Per questo, come indicato nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2021 dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, l’Ue ha definito una strategia sui semiconduttori, che prevede la creazione congiunta di un ecosistema europeo dei semiconduttori all’avanguardia, inclusa la produzione, nonché il collegamento delle capacità europee di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale.

Il Chips Act, prevede Bruxelles, mobiliterà oltre 43 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati. I suoi obiettivi chiave sono: rafforzare la leadership europea nel campo della ricerca e della tecnologia verso semiconduttori più piccoli e più veloci; sviluppare e rafforzare la capacità di innovare nella progettazione, nella fabbricazione e nel packaging di semiconduttori avanzati; affrontare la carenza di competenze, attrarre nuovi talenti e sostenere l’emergere di una forza lavoro qualificata; istituire un quadro per portare la capacità produttiva al 20% del mercato mondiale entro il 2030; sviluppare una comprensione approfondita delle catene di approvvigionamento globali dei semiconduttori.

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