LE NUOVE NORME

Chips Act, ok definitivo del Consiglio Ue: 43 miliardi per raddoppiare la produzione

Approvato oggi il regolamento che mira rafforzare l’ecosistema europeo dei semiconduttori, mobilitando risorse pubbliche e private. Si tratta dell’ultima tappa del processo decisionale. Ecco i punti chiave

Pubblicato il 25 Lug 2023

europa3, chip
Il Chips Act è legge: il Consiglio Ue ha approvato definitivamente il regolamento che mira a creare le condizioni per lo sviluppo di una base industriale nel campo dei semiconduttori in Europa, attrarre investimenti, promuovere la ricerca e l’innovazione e preparare i Paesi membri a qualsiasi futura crisi dell’approvvigionamento dei chip.
Il programma dovrebbe mobilitare 43 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati (3,3 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue), con l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato globale nei semiconduttori detenuta dall’Ue dall’attuale 10% ad almeno il 20% entro il 2030. Questa è l’ultima fase della procedura decisionale: dopo l’approvazione da parte del Consiglio della posizione del Parlamento europeo, l’atto legislativo è stato adottato.

L’Ue nella corsa mondiale ai semiconduttori

Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, delle reti 5G e dell’Internet of things, si prevede un aumento sostanziale della domanda di chip e semiconduttori e delle opportunità di mercato connesse. Ma l’Europa è  eccessivamente dipendente dai chip prodotti all’estero, il che è divenuto ancora più evidente durante la crisi Covid-19. L’industria e altri settori strategici quali la sanità, la difesa e l’energia hanno dovuto far fronte a interruzioni e carenze dell’approvvigionamento.

Il regolamento sui chip mira a ridurre le vulnerabilità e le dipendenze dell’Ue da attori stranieri, rafforzando al tempo stesso la base industriale dell’Ue per i chip, sfruttando le future opportunità commerciali e creando posti di lavoro di qualità, così da migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza e la sovranità tecnologica dell’Ue nel settore dei chip.

“Con il regolamento sui chip, l’Europa sarà in testa nella corsa mondiale ai semiconduttori. Già ora si vedono i risultati: nuovi impianti di produzione, nuovi investimenti, nuovi progetti di ricerca. E a lungo termine si contribuirà anche alla rinascita della nostra industria e alla riduzione delle nostre dipendenze estere”, ha affermato Héctor Gomez Hernandez, ministro spagnolo dell’Industria, del commercio e del turismo.

Una volta firmato dal Presidente del Parlamento europeo e dal Presidente del Consiglio, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione.

Nasce l’impresa comune Chip

Il Consiglio ha anche approvato una modifica del regolamento che istituisce le imprese comuni (joint undertakings) nell’ambito di Horizon Europe, così da consentire l’istituzione dell’impresa comune “Chip”, che è fondata sull’impresa comune “Tecnologie digitali fondamentali” e la rinomina.
La modifica è stata approvata dal Consiglio previa consultazione del Parlamento. I due testi saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale contemporaneamente.

Urso: “Grande soddisfazione per Chips Act”

“L’approvazione del regolamento sui chips da parte del Consiglio dei Ministri Ue rappresenta un importante passo nella giusta direzione: questo atto contribuirà a recuperare i ritardi accumulati finora rispetto agli altri grandi players mondiali e fungerà da traino per l’economia europea e italiana – commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso –  Come Governo italiano, sin dal nostro insediamento, abbiamo sostenuto la necessità di una maggior autonomia strategica a livello europeo supportando gli investimenti sulle nuove frontiere tecnologiche, come i semiconduttori, le batterie elettriche, la cyber sicurezza e l’intelligenza artificiale”. Urso ha presieduto oggi a Palazzo Piacentini una riunione operativa della task force istituita presso il Dicastero per definire le strategie e le misure del Piano nazionale della microelettronica di prossima presentazione.

“Stiamo lavorando al Piano italiano sui chips che, sul solco del regolamento europeo, ci permetterà di rafforzare la filiera domestica e attrarre imprese estere, contribuendo così a definire la sovranità tecnologica”, ha aggiunto Urso. Concludendo: “L’Italia è già in campo con il Fondo per la microelettronica che, con una dotazione di circa 3,9 miliardi di euro, promuoverà la riconversione di siti industriali esistenti e l’insediamento di nuovi stabilimenti in Italia per la ricerca, lo sviluppo e la produzione dei microprocessori e l’investimento in tecnologie innovative, e attraverso il Centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore (ChipsIT) istituito con l’ultima manovra finanziaria”.

Direttiva Cer: l’elenco dei servizi essenziali

Separatamente, la Commissione europea ha adottato un elenco di servizi essenziali negli undici settori contemplati dalla direttiva sulla resilienza delle entità critiche (Cer), entrata in vigore il 16 gennaio 2023.

La Commissione ha proposto un elenco non esaustivo di servizi che sono cruciali per il mantenimento di funzioni sociali vitali, attività economiche, salute e sicurezza pubblica o ambiente, per gli undici settori e sottosettori contemplati dalla direttiva. La fornitura e la gestione del servizio di Internet Exchange Point, cloud computing e data center cruciali sono inseriti tra quelli cruciali per lo sviluppo economico e sociale dell’Unione all’interno del settore “infrastrutture digitali”.

Questi alcuni dei servizi individuati. Settore energetico: produzione di energia elettrica, stoccaggio dell’energia; settore dei trasporti: gestione e manutenzione delle infrastrutture aeroportuali o ferroviarie; settore bancario: presa di depositi e prestiti; settore delle infrastrutture dei mercati finanziari: funzionamento di una sede di negoziazione e di sistemi di compensazione; settore sanitario: distribuzione, produzione, fornitura di assistenza sanitaria e servizi medici; settore dell’acqua potabile: approvvigionamento e distribuzione di acqua potabile; settore delle acque reflue: servizi di raccolta, trattamento e smaltimento delle acque reflue; settore delle infrastrutture digitali: servizi quali la fornitura e il funzionamento del servizio di punti di scambio Internet, il sistema dei nomi di dominio, il dominio di primo livello, il cloud computing e il centro dati; servizi del settore della pubblica amministrazione; settore spaziale: gestione di servizi infrastrutturali terrestri; Produzione, trasformazione e distribuzione del settore alimentare.

Gli Stati membri dovranno identificare le entità critiche per i settori stabiliti nella direttiva Cer  entro il 17 luglio 2026. Utilizzeranno questo elenco di servizi essenziali per effettuare valutazioni dei rischi e quindi identificare le entità critiche. Una volta identificate, le entità critiche dovranno adottare misure per migliorare la loro resilienza.

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