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Chirurgia, in sala operatoria scatta l’ora dei robot

Dopo gli Usa l’Europa rappresenta il principale mercato con 556 automi installati. Fra gli stati europei, la Francia si colloca in pole seguita da Italia

28 Set 2015

Gregorio Cosentino, Cdti

La chirurgia robotica viene sempre più utilizzata negli ospedali di tutto il mondo, è un ambito che mi ha sempre affascinato, sin dai tempi lontani dei miei studi universitari, e non potevo non dedicare un mio articolo a questo tema, facendo riferimento al sistema robotico da Vinci, a oggi l’unica tecnologia disponibile per accedere a una reale chirurgia robotica.

Per chirurgia robotica si intende l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva, successiva alla laparoscopia, in cui il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovrando un robot a distanza: seduto a una console computerizzata posta all’interno della sala operatoria, il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche.

Per il primo sistema di chirurgia robotica davvero utilizzabile in sala operatoria si è dovuto attendere il 1999 quando la Intuitive Surgical Inc., fondata in California nel 1995, introdusse sul mercato il primo e unico sistema chirurgico robotizzato, denominato da Vinci, in onore dello scienziato italiano che già nei suoi studi immaginò una macchina automatica azionata da carrucole e fili.

Nell’anno seguente diventò il primo sistema approvato dall’FDA per la chirurgia generale. Subito dopo ne venne approvato l’utilizzo in chirurgia toracica, cardiaca, vascolare, urologica, ginecologica e otorinolaringoiatrica.

Il primo sistema robotico da Vinci (IS1200) chiamato Standard fu introdotto sul mercato nel 1998 e in Italia nel 1999, distribuito da ab medica, mentre nel 2006 è stato prodotto il sistema da Vinci S (IS2000). La versione da Vinci SI HD (IS3000) è stata introdotta sul mercato internazionale e nazionale nel 2009. Nel 2014, Intuitive Surgical ha lanciato la sesta generazione del sistema robotico, il modello da Vinci Xi HD (IS4000).

Il robot da Vinci Xi è, tra i sistemi da Vinci, la piattaforma più evoluta, nonché il sistema più avanzato per la chirurgia mininvasiva. È costituito da tre componenti principali:

· Console chirurgica: è il centro di controllo. Tramite la console il chirurgo controlla la fibra ottica e gli strumenti per mezzo di due manipolatori e di pedali.

· Carrello paziente: è il componente operativo del sistema da Vinci e si compone di quattro braccia movimentabili e interscambiabili dedicate al supporto della fibra ottica e di strumenti da 5 mm a un massimo di 8 mm.

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· Carrello visione: contiene l’unità centrale di elaborazione e processamento dell’immagine.

Sviluppato sul concetto della “Immersive Intuitive Interface”, è l’unico sistema robotico che:

· traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo, consentendo un controllo intuitivo della fibra ottica e dello strumentario, evitando i complessi movimenti laparoscopici;

  • permette una reale visione tridimensionale del campo operatorio. Il chirurgo viene letteralmente “immerso”, senza ausilio di occhiali o altre apparecchiature, così da valutare al meglio i piani di dissezione anatomici e “vivere” l’intervento chirurgico quasi dall’interno del corpo del paziente.

Il sistema robotico da Vinci Xi, inoltre:

· possiede una seconda console che permette a due chirurghi di collaborare durante la procedura, così da aumentare l’efficienza nella formazione e nella supervisione, ridurre la curva di apprendimento, oltre a consentire un’assistenza chirurgica;

· consente una fase di formazione ottimale: attraverso il simulatore virtuale, corsi di formazione e master in Italia e all’estero, l’operatore migliora l’apprendimento nell’utilizzo del sistema da Vinci.

A marzo 2015 risultano installati nel mondo 3.317 sistemi da Vinci di diverse configurazioni. Dopo gli Stati Uniti, in cui sono presenti oltre 2.250 sistemi robotici da Vinci, l’Europa rappresenta il principale mercato con 556 robot installati. Fra gli stati europei, la Francia si colloca come prima (86) seguita da Italia (76), Germania (74) e UK (48) – dati aggiornati a marzo 2015.

L’Italia conta a oggi 76 installazioni, di cui 10 sono da Vinci Xi, l’ultima evoluzione del sistema robotico. Dal 2010 la presenza di robot da Vinci installati presso le strutture ospedaliere italiane è cresciuta di oltre il 40%.

Le procedure realizzate con il robot da Vinci nel mondo nel 2014 sono circa 570.000, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente.

In Italia, nel 2014 si sono effettuati più di 11.000 interventi con il robot da Vinci, con un incremento del 20% rispetto al 2013. Dal 1999 i pazienti operati in Italia con il da Vinci sono oltre 60.000. I chirurghi che lo utilizzano sono circa 400, assistiti da 3.500 tra anestesisti, strumentisti e infermieri.

Il sistema chirurgico da Vinci è stato sviluppato con l‘obiettivo di offrire una tecnologia sempre più avanzata ai chirurghi che vogliono garantire un trattamento mininvasivo anche nelle patologie più complesse. La chirurgia robotica con sistema da Vinci è infatti applicata in molteplici specialità, dalla Urologia alla Chirurgia Generale, dalla Ginecologia oncologica alla Chirurgia Toracica, dalla Cardiochirurgia alla Urologia pediatrica, dalla Ginecologia benigna alla Otorinolaringoiatria e alla Chirurgia dei trapianti.

Un approccio tecnologicamente avanzato che porta innumerevoli benefici, sia per il paziente che dal punto di vista clinico, pre-intra-post operatori. Come ampiamente descritto nella letteratura scientifica prodotta in più 15 anni di attività del robot da Vinci, la chirurgia robotica – rispetto alle tecniche tradizionali – permette infatti un gesto chirurgico più preciso, minor sanguinamento, rischi di infezione post-operatoria più bassi, tempi di degenza e recupero inferiori.

Approccio ormai dibattuto e approfondito con competenza in numerosi convegni scientifici, segnalo, perchè imminente, che il 20 Novembre, a Valenzano (Ba), nell’ambito dell’evento regionale promosso dalla Commissione Europea “Technological Smes for the health industry”, ci sarà una sessione scientifica dedicata proprio a informatica e robotica per i processi della salute.

Sono passati oltre 5 secoli da quando Leonardo da Vinci disegnò e studiò numerosissimi meccanismi per ottenere diversi tipi di moto, spesso senza uno scopo specifico e solo per esplorare le possibilità della scienza meccanica. Eppure i suoi studi, in questo ambito, oggi vedono realizzare una tecnologia, e una metodologia clinica, destinate a diventare sempre più pervasive. Ne sarebbe certamente molto soddisfatto. Come medici e pazienti.

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