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INTERNET

Cina, giro di vite sulle app

Il governo mette in cantiere provvedimenti legislativi per regolare il mercato in forte crescita delle applicazioni su smartphone. Obiettivo: evitare violazioni della privacy e malware. Ma si teme la censura

27 Ott 2014

L.M.

Le autorità cinesi impegnate nella sorveglianza su Internet stanno considerando la possibilità di regolare il mercato delle app per smartphone, in grande crescita nel Paese, nel dichiarato tentativo di evitare violazioni della privacy e malware. Gli attivisti per i diritti umani ritengono però che possa essere una mossa per controllare più pesantemente gli utenti, già penalizzati da uno stretto sistema di sorveglianza durante la navigazione su Internet.

Il problema è stato discusso in una riunione tra funzionari dello State Internet Information Office ed esponenti del Consiglio di Stato, vale a dire il governo. “C’è stato un diluvio di applicazioni, anche molti venditori illegali hanno le loro” ha dichiarato Zhu Wei, professore di legge presso la China University of Political Science and Law.

“Alcune di queste applicazioni diffondono informazioni private che riguardano i consumatori, anche minorenni, e violano i loro diritti legali, ci vuole uno sforzo legislativo per regolare la applicazioni” ha insistito Zhu.

Nell’incontro si è anche parlato di come gli utenti di applicazioni possono cercare di tutelarsi se colpiti da malware o se le loro informazioni private sono state carpite da estranei.

In Cina internet è strettamente controllata dal regime e molti siti considerati pericolosi sono bloccati. Facebook è inaccessibile dal 2009, come anche Twitter, YouTube e Instagram. Eppure Mark Zuckerberg non rinuncia a corteggiare, anche personalmente, un mercato che potrebbe essere un terreno di conquista immenso per il suo social network. Di recente il fondatore di Facebook ha parlato agli per più di mezz’ora studenti riuniti nell’aula magna dell’università di Tsinghua, sfoderando intere frasi in mandarino e rispondendo alle domande dei ragazzi.

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